Se ubriaca o drogata dice sì al sesso, non è sì: la nuova legge anti-stupri

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 settembre 2014 10:18 | Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2014 11:29
Usa, sesso nei college solo col consenso: legge anti stupri

Usa, sesso nei college solo col consenso: legge anti stupri

LOS ANGELES – Una nuova legge approvata in California regola il sesso nei campus, facendo una netta distinzione tra il sesso “disordinato” e gli stupri. “Sì vuol dire sì“, questa l’idea alla base della legge approvata a Sacramento dal governatore della California Jerry Brown. Una legge che obbliga college e campus a indagare seriamente sui casi di stupro e violenza sessuale, soprattutto se la vittima è ubriaca, drogata o svenuta, magari dopo una festa, e quindi non in grado di dare un pieno consenso al rapporto sessuale.

Maria Laura Rodotà sul Corriere della Sera scrive:

“Quella appena approvata, proposta dal democratico di Los Angeles Kevin de Leon (i repubblicani non hanno osato votare contro) è nota come la legge dello «yes means yes». Un sì è un sì, e deve venire da una persona in condizioni di pronunciarlo. Dire sì, essere felici di dire sì, poterlo dire, è una bella cosa. È «un deciso, cosciente e volontario consenso». Si è protagoniste/i della propria vita, non vittime. Finora, lo slogan era più vittimistico e soprattutto più difficile da provare, dopo: «No means no». No vuol dire no, ma poi chissà, come da peggiori cliché della cultura maschile.”

E dunque chi avvia un rapporto sessuale mentre la vittima non è in grado di reagire dovrà stare attento, spiega il Corriere, dai

“giovanotti sociopatici ma anche «frat boys» di buona famiglia, quelli ricchi sportivi e popolari dei club studenteschi che organizzano festone modello (insuperato) Animal House. Che in genere la fanno franca, perché i ragazzi sono ragazzi, ovunque”.

Janet Napolitano, rettora in capo delle università pubbliche della California, tra le quali Berkeley e la UCLA), nonché ex segretario per la Sicurezza nazionale con Barack Obama, ha annunciato la creazione di un’authority indipendente che indagherà sui casi di violenza sessuale e stupri:

“Altri stati americani, ora, si muoveranno. E si parlerà ancora di più dei casi controversi più recenti. Come «John Doe», lo studente dell’Occidental College espulso per cattiva condotta sessuale che ha fatto ricorso obiettando «eravamo ubriachi tutti e due» (possibile). Ed Emma Sulkowicz, la studentessa della Columbia University che gira per il campus portando un materasso, e dichiara che lo porterà finché il suo stupratore non verrà cacciato (e ha lanciato un movimento di portatrici di materassi; e quella che è stata definita «una nuova forma di rivoluzione sessuale nei campus»; e forse qualcuno ne prende atto, adesso)”.