Brexit, la Ue approva l’accordo di divorzio da Londra. Juncker: “Una tragedia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 novembre 2018 11:18 | Ultimo aggiornamento: 25 novembre 2018 14:09
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Brexit, la Ue approva l’accordo di divorzio da Londra. Juncker: “Una tragedia”

ROMA – “I 27 leader Ue hanno dato il via libera politico all’Accordo di divorzio” dal Regno Unito “e alla Dichiarazione politica congiunta” sulle relazioni future. Così il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk su Twitter.

L’annuncio di Tusk arriva dopo una serie di dichiarazioni mosse da diversi leader presenti al vertice straordinario europeo per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. I 27 spiegano in ogni caso di voler stabilire una relazione “più stretta possibile” con Londra dopo il divorzio.

“E’ un giorno triste, non è un momento di gioia, ma una tragedia, perché un grande Paese lascia l’Unione europea. Ma abbiamo trovato un accordo con la Gran Bretagna, che è il migliore possibile”. Lo ha detto il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, a margine del vertice. “Voterò a favore di questo accordo, perché è il migliore possibile per la Gran Bretagna. Credo che il Parlamento britannico ratificherà questo accordo, sul quale l’Unione europea non cambierà la propria posizione”, ha aggiunto.

 

Ora iniziano i veri problemi per il premier britannico Theresa May: l’Accordo di recesso contiene clausole particolarmente penalizzanti per Londra e rischia di non ottenere l’approvazione del Parlamento di Westminster, e la May potrebbe essere sfiduciata, con conseguenze oggi imprevedibili.

Se, invece, tutto andrà bene anche a Westminster, l’Accordo verrà formalizzato come proposta della Commissione e sottoposto alla firma del Consiglio Ue (a livello ministeriale) e alla ratifica del Parlamento europeo (a maggioranza semplice), per poi essere adottato formalmente e definitivamente sempre dal Consiglio Ue a 27, a maggioranza qualificata (voto favorevole di almeno 20 Stati membri rappresentanti almeno il 65% della popolazione dell’Unione).