Hollande taglia il costo del lavoro e alza l’Iva: 20 mld per la competitività

Pubblicato il 8 Novembre 2012 7:00 | Ultimo aggiornamento: 7 Novembre 2012 14:13
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Hollande: choc sulla competitività. 20 miliardi alle imprese in crediti d’imposta

PARIGI – Venti miliardi di crediti di imposta per le aziende francesi: un taglio del costo del lavoro del 6%.  La via socialista alla competitività passa per un sostanzioso taglio alla spesa pubblica (10 miliardi di euro) e dall’innalzamento dell’Iva (altri 10 miliardi). Il piano Hollande raccoglie a metà le indicazioni del rapporto Galois (ex presidente di Eads) che, per rilanciare il settore industriale, proponeva uno choc di competitività attraverso lo sgravio di trenta miliardi di euro di peso fiscale dalle spalle delle aziende e dei lavoratori.

Indicazione recepita a metà che, comunque la si guardi, è stata resa operativa un minuto dopo la sua pubblicazione: anche a questo servono i governi politici. In Francia, i sostenitori del rapporto Galois come la Confindustria transalpina, criticano l’annacquamento della misura: “Abbiamo bisogno di un intervento sui costi di produzione, non di un’altra agevolazione fiscale”. Tuttavia, il provvedimento ha un impatto notevole sul costo del lavoro per le imprese. Scrive il corrispondente a Parigi del Sole 24 Ore il 7 novembre:

Si partirà con dieci miliardi nel 2013 (quindi le imprese ne beneficeranno nel 2014 sulla dichiarazione fiscale relativa all’anno prossimo, anche se è previsto un eventuale anticipo di tesoreria per le Pmi), cui se ne aggiungeranno cinque nel 2014 e cinque nel 2015, quando il sistema andrà a regime. Il credito verrà inoltre riconosciuto in base alla massa salariale dei dipendenti francesi che percepiscono retribuzioni medio-basse, cioè fino a 2,5 volte il salario minimo (3.560 euro lordi mensili).

Il finanziamento del 2013 verrà garantito da un aumento dell’Iva (il tasso normale passerà dal 19,6% al 20% e quello intermedio, su ristorazione ed edilizia, dal 5,5% al 7%, mentre ci sarà un ritocco di quello minimo dal 5,5% al 5%). Agli ulteriori dieci miliardi si farà fronte con un taglio della spesa pubblica. Dal 2016 dovrebbero arrivare anche tre miliardi all’anno di fiscalità “verde”.