I nostri dati a disposizione della spie Usa: la Ue si arrende

Pubblicato il 14 Giugno 2013 11:33 | Ultimo aggiornamento: 14 Giugno 2013 11:34
I nostri dati a disposizione della spie Usa: la Ue si arrende

I nostri dati a disposizione della spie Usa: la Ue si arrende

ROMA – I nostri dati a disposizione della spie Usa: la Ue si arrende. I nostri dati a disposizione della spie Usa: la Ue si arrende. Lo scandalo del cyberspionaggio dell’intelligence americana non è circoscritto al territorio Usa: l’accesso agli indirizzi dei gestori di big data (da Google a Microsoft a Facebook), illimitato e privo di garanzie per motivi di sicurezza, vale anche per quei dati di cittadini europei trasmessi in Usa. Nel “datagate”, desta preoccupazione il controllo di telefoni e internet ma anche delle carte di credito Usa.E, ogni clausola di salvaguardia della riservatezza è impotente di fronte a un fatto non modificabile: i server che immagazzinano i dati si trovano tutti in America. Lì vale solo la giurisdizione Usa.

Ci avevano provato le autorità europee a porre un rimedio, in linea con la nostra diversa impostazione del rapporto privacy/sicurezza. Il Financial Times ha rivelato un’indiscrezione secondo cui la Commissione Europea avrebbe cancellato un articolo che vietava il trattamento dei dati dei cittadini europei. L’articolo in questione, il 42 del Regolamento, già proposto dalla commissaria Viviane Reding, prevedeva il divieto da parte degli operatori che agiscono sul territorio europeo di fornire informazioni ad un Paese terzo senza l’autorizzazione preventiva delle autorità nazionali.

L’articolo 42, inviso agli Usa, è scomparso, sacrificato in nome della real politik: si sta definendo il nuovo trattato di libero scambio commerciale Europa-Usa, un braccio di ferro sulla privacy poteva comprometterne l’esito. Si dice (ricordando Freud) che l’Occidente ha scambiato un po’ di felicità con un surplus di sicurezza: l’Europa baratta un po’ della sua civiltà giuridica per un po’ di pecunia.