Bersani: dopo Monti niente Monti. Tocca a me

Pubblicato il 24 agosto 2012 13:46 | Ultimo aggiornamento: 24 agosto 2012 14:16
Pierluigi Bersani

Pierluigi Bersani (Foto Lapresse)

ROMA- Dopo Monti si torna alla politica. Niente grandi coalizioni. Governa chi vince. E se vinco io governo io: Pierluigi Bersani dice basta al governo tecnico. In un’intervista a Repubblica sgombera il campo ad eventuali ipotesi di Monti bis o di abolizione delle elezioni politiche “su suggerimento di Moody’s”.

Quella del governo tecnico, per il leader del Pd, è una parentesi “non ripetibile”. “Il limite della soluzione tecnica non sta nel governo Monti, che pure ha fatto un gran lavoro, ma nella mancanza di univocità di una maggioranza che ha opinioni diverse, perché in natura esistono una destra e una sinistra alternative l’una all’altra. E se a Bruxelles o sui mercati si ha paura per la tenuta del rigore in Italia, io voglio credere che ci si riferisca a un rischio Berlusconi o a un pericolo populista, non al centrosinistra”.

Non dev’essere piaciuta molto la lista dei vari “piani” del governo Monti, a Bersani: “Leggo di piani energetici, di piani per gli aeroporti. Per carità, va tutto benissimo. Ma i problemi di famiglie e imprese, in questo momento, sono altri. Per esempio: il prezzo della benzina si può ridurre? I pagamenti della Pubblica Amministrazione sono stati sbloccati? (…) In agenda io vorrei queste priorità. Attenzione a messaggi troppo astratti, che non generano fiducia ma semmai scollamento. (…) Sento parlare di una defiscalizzazione del-l’Iva sulle infrastrutture, praticamente senza copertura. Bene, ma perché da mesi si dice no alla sterilizzazione dell’Iva sulle accise per la benzina? Ci sono cose che il governo può fare subito. Rafforzi gli sgravi fiscali sulle ristrutturazioni immobiliari in funzione antisismica e ambientale. Adotti misure di sburocratizzazione, eliminando passaggi burocratici o esternalizzandoli. Finanzi l’innovazione coi crediti d’imposta sulla ricerca e la defiscalizzazione degli investimenti. Introduca una vera Dual Income Tax”.

Bersani ammette che non è realistico, adesso, un taglio delle aliquote Irpef e la riduzione del cuneo fiscale non è una “soluzione miracolistica”. Le priorità sono scongiurare l’aumento dell’Iva, “aumentando il recupero dell’evasione fiscale, concludendo l’accordo con la Svizzera sulla tassazione dei capitali, lavorando realisticamente sugli incentivi alle imprese, e poi definendo meglio con gli enti locali la griglia della spending review”. Ribadisce di volere la patrimoniale “per me va fatta adesso”.

Contrario alle elezioni anticipate (“un’elucubrazione dannosa”), Bersani conferma le primarie “tra novembre e dicembre”, ribadisce che il “centrosinistra è aperto a un incontro con forze politiche e sociali moderate. (…) Dentro questo perimetro non ci sono solo Vendola e Casini, ma ad esempio anche i socialisti”. Ma non Di Pietro. “Mi pare evidente che lui vuole star fuori. Il centrosinistra deve fare spesso i conti con le forze agite da questo istinto minoritario di auto-esclusione dalle responsabilità. Io, da riformista, lavoro perché questa maledizione finisca. Il Pd è pronto per governare, e sono convinto che governerà”.

 

 

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