Colf e badanti, la Lega si è “incartata”. “La legge non si tocca però, insomma, non vale sempre”

Pubblicato il 6 Luglio 2009 12:35 | Ultimo aggiornamento: 6 Luglio 2009 15:35

Su badanti e colf la Lega si è “incartata”. Incartata in un testa-coda legislativo che governo e maggioranza provano a nascondere e a sciogliere con le piccole forbici della bugia. Incartata perché, come accade per un buon sugo o per un buon allaccio elettrico, anche per fare le leggi occorre competenza e professionalità. Se affidi il sugo al professore universitario e l’allaccio elettrico all’idraulico, mangi male e vai in corto circuito. Se fai una legge secondo l’umore e la chiacchiera del bar, prendi applausi ma, appunto, ti incarti.

Dice la legge: è punibile con ammenda ed espulsione chi entra e soggiorna illegalmente in Italia. In questa condizione si trovano non solo i classici clandestini, quelli ai margini del lavoro e della legalità. Si trovano anche chi dice mezzo milione, chi ne calcola ancora di più, colf e badanti che le rispettive famiglie cercano da anni di regolarizzare senza riuscirci perché è i posti stabiliti dalle “quote d’ingresso” non bastano mai. A termini di legge, voluta da Maroni-Berlusconi, queste colf e badanti dovrebbero essere multate ed espulse. Un danno e neanche collaterale per circa un milione di italianissime famiglie. A questo punto il primo a “incartarsi” è il ministro degli Interni Maroni. Dice che la legge non è retroattiva, non vale dunque per chi è entrato illegalmente in Italia prima della legge. Giusto, vero. Ma la legge punisce anche il soggiorno illegale susseguente all’ingresso. Quindi colf e badanti non sono esenti. Quella di Maroni è una bugia, sia pur pietosa. E’ il ministro degli Interni che fa sapere informalmente che, nonostante la legge appena varata, polizia e carabinieri non andranno a caccia di colf e badanti. Insomma una legge che non si applica perché non si può applicare.

Ma “l’incarto” non finisce qui. Giovanardi, che dello stesso governo di Maroni fa parte, invita il governo a “sanare” la condizione di colf e badanti con contratto di lavoro. E’ la logica conseguenza di quel che Maroni ha detto, la soluzione della sua “pietosa bugia”. Ma la parola “sanatoria” la Lega non può pronunciarla di fronte al suo elettorato. Per cui la Lega dice che sanatoria non si può perchè Europa non vuole. E’ la prima volta in assoluto che la Lega “obbedisce” all’Europa. Una primizia. Poi però Calderoli, ministro nello stesso governo degli altri due, completa “l’incartamento”. Ammette l’ovvio, ciò che è scritto nero su bianco e cioè che la legge stabilisce: “chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori dalle nuove norme”. Dice Calderoli che gli dispiace ma qualche badante e colf dovrà essere multata ed espulsa anche perchè molte sono finte, in realtà sono prostitute.

L’incartamento è completo: la Lega vuole e ottiene, con l’assenso convinto del premier, una legge che istituisce il rreato di clandestinità e lo punisce. In situazione di reato e punibili sono colf e badanti senza timbro, il ministro degli Interni offre come soluzione l’occhio socchiuso delle forze dell’ordine, l’altro ministro confessa che a qualcuno toccherà di essere espulsa, la legge funzionerà come una lotteria a rovescio per colf e badanti: tutte punibili se non in  regola, però punite solo le sfortunate.

Incartamento politico, legislativo che danneggia le colf, le badanti, le famiglie e lo stesso concetto di legge dura e severa ma insieme concreta e applicabile. Incartamento però che non intacca l’incantamento della maggioranza della pubblica opinione: tre italiani su quattro sono favorevoli a che la colfa e la badante che perde il lavoro sia rispedita a casa sua. Tre italiani su quattro pensano possa toccare sempre alla colf della porta accanto.