Conte: Taranto emergenza totale. Governo mette in conto chiusura ex Ilva

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Novembre 2019 9:02 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2019 9:03
Conte: Taranto emergenza totale. Governo mette in conto chiusura ex Ilva

Una foto dello stabilimento Ilva di Taranto (Ansa)

ROMA – Conte ha inviato ai suoi ministri, e quindi ai partiti della maggioranza e quindi ai parlamentari e quindi alla pubblica opinione una lettera, una lettera aperta. Vi si legge che non è solo l’ex Ilva, non è solo la possibilità, sempre più concreta, che Arcelor Mittal molli l’impianto siderurgico, non è solo una crisi industriale sia pure di grandi dimensioni. Si legge stampato a chiare lettere nel testo scritto da Conte che Taranto, tutta Taranto, è una emergenza totale.

Taranto, tutta Taranto. Una città, una comunità che deve affrontare due problemi sotto il cui peso sta da anni e anni soccombendo: il lavoro e la salute. Se l’acciaieria chiude, come è possibile che sia, come lo diamo, troviamo, aiutiamo a trovarlo il lavoro per la gente di Taranto? Conte lo chiede ai ministri, chiede a ciascun ministero, per la sua competenza, di farsi venire idee, di presentare progetti, di studiare, fare, darsi una mossa. Porta ad esempio il ministero della Difesa che progetta di rilanciare l’Arsenale. Conte dunque avverte se stesso e il suo governo tutto che Taranto è una questione nazionale, urgente, pressante, devastante. Se ex Ilva chiude, chi, come, dove trova e crea il lavoro per Taranto?

Tranto, tutta Taranto. Non solo il quartiere Tamburi, c’è a Taranto una condizione di salute pubblica che non può essere accettata. Scrive Conte che non può essere accettata per l’oggi, per l’immediato oltre che per il futuro. Dunque come si fa, se si può, a mettere insieme il lavoro e la salute. Taranto non ce la può certo fare da sola e forse neanche Arcelor Mittal, se resta, ce la può fare da sola. La questione dell’acciaio in Europa, del produrre acciaio in Europa, e quindi degli impianti in aree più o meno urbanizzate, quale risposta ha? Ed è questione europea, l’Europa vuole acciaierie in casa o preferisce comprare acciaio prodotto altrove con tutti i costi e i vantaggi del caso?

La lettera di Conte è accorata, anche tra le righe un filo disperata. E’ la lettera di un premier che sa che le parole d’ordine che corrono e scorrono sulla bocca dei politici (soprattutto di maggioranza, ma non solo) sono parole di propaganda. Nazionalizzare? Costa una barca di soldi e nazionalizzare non vuol dire non inquinare più. E nazionalizzare vuol dire gigantesca azienda di Stato che vive fuori mercato. Prima ancora che una follia, prima ancora che un gettarsi dalla finestra pensando di volare, un dare la testa contro il muro pensando sia di cartone. lavoro da vocazione turistica del territorio? Balle, 15 mila redditi a fine mese da pizzerie e gelaterie sono balle. Obbligare Arcelor Mittal a restare alle condizioni di Di Maio/Emiliano? E obbligarla come la multinazionale? Coi Carabinieri?

Che lo si voglia o no leggere nella lettera di Conte, il governo sta mettendo più o meno consapevolmente in conto la chiusura o la semi chiusura degli impianti ex Ilva a Taranto. E chiede a se stesso e in fondo a tutti gli italiani: e adesso che possiamo e dobbiamo fare per Taranto emergenza totale?