Economia, ministro Tria a Firenze: “Italia è ferma, crescita zero nel 2019”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 marzo 2019 14:41 | Ultimo aggiornamento: 31 marzo 2019 14:41
Tria getta spugna: crescita Italia pari a zero nel 2019

Economia, ministro Tria a Firenze: “Italia è ferma, crescita zero nel 2019”

ROMA – Anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria getta la spugna sulla crescita dell’Italia nel 2019. Dal palco del Festival dell’Economia civile a Firenze il ministro spiega che nessuno al momento ha chiesto una manovra correttiva e sottolinea che la crescita “è necessaria e non sufficiente, ma ci vuole”.

Parlando della manovra, il ministro ha spiegato: “Una manovra correttiva? Nessuno ce la chiede. In questi giorni si approveranno i decreti sblocca cantieri e poi le misure necessarie per contrastare la stagnazione, questo rallentamento. Spero anche prima del Documento di economia e finanza”.

Poi dal palco di Firenze torna a parlare delle banche: “Attaccare il sistema bancario italiano, mettere in dubbio la sua solidità ma anche la sua resilienza e porre un sospetto su questo, significa avallare una delle campagne europee che ci stanno attaccando e mettendo in difficoltà. Significa minare l’interesse nazionale, nel momento in cui stiamo negoziando come arrivare all’unione bancaria”.

E aggiunge: “A parte alcuni casi, che sono veramente pochi, di malagestione delle banche italiane, il sistema bancario italiano è uno dei più sani d’Europa e forse del mondo. Dopo la crisi del 2008 questo era chiaro non avevamo titoli velenosi, derivati pericolosi, tossici, come le avevano e in alcuni casi hanno ancora molte banche europee, in primo luogo tedesche”. 

Sulla crescita economica dell’Italia, il ministro getta la spugna: “E’ necessaria e non sufficiente, ma ci vuole. Se guardiamo al tipo di crescita, questa può essere non inclusiva ma diretta, con un modello sbagliato che porta alla non crescita. Serve dunque una crescita equilibrata e non squilibrata, altrimenti si ha un impatto anche sociale. Inseguiamo la stabilità finanziaria ma non può esserci senza stabilità sociale”.

Poi ammette che “la parte più produttiva dell’Italia è ferma”: “C’è un rallentamento della crescita in Europa perché si è fermato il motore, la Germania, e conseguentemente si è fermata anche la parte più produttiva dell’Italia, quella del manifatturiero che esporta”. Il problema, ha sottolineato, è che l’Italia “da dieci anni cresce un punto percentuale in meno del resto d’Europa, significa che la nostra economia è allo ‘zero’ mentre la Germania riesce a rimanere allo 0,7-0,8 per cento”. (Ansa)