Giuseppe Conte premier M5s-Lega? I nomi dei papabili a Palazzo Chigi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 maggio 2018 9:25 | Ultimo aggiornamento: 20 maggio 2018 12:59
Giuseppe Conte premier M5s-Lega? I nomi dei papabili a Palazzo Chigi

Giuseppe Conte premier M5s-Lega? I nomi dei papabili a Palazzo Chigi (Nella foto Ansa, Luigi Di Maio da Sergio Mattarella)

ROMA – Entro lunedì 21 maggio Matteo Salvini e Luigi Di Maio dovranno portare al presidente Sergio Mattarella un nome: quello del presidente del Consiglio designato.   [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] E nella ridda di ipotesi si fa strada quella di Giuseppe Conte. 

Con il passare delle ore il profilo del premier dell’eventuale governo giallo-verde prende forma e si allarga la strada della figura tecnica di area M5S. Ma i giochi non sono ancora chiusi. Sullo sfondo resta infatti valida l’opzione politica, a partire da quella del leader del Movimento: il suo passo indietro, al di là delle dichiarazioni in tal senso, non è ancora del tutto scontato.

Venerdì sera un nuovo vertice è servito a fare il punto all’interno del Movimento: è accaduto a Ivrea e al tavolo c’erano Davide Casaleggio, Luigi Di Maio, e Riccardo Fraccaro. La presenza del questore anziano della Camera, nel corso della giornata, ha fatto schizzare le sue chance per Palazzo Chigi. Fraccaro e Alfonso Bonafede, sarebbero in pole nel caso il M5S optasse per una figura politica.

Ma alla vigilia del faccia a faccia definitivo tra i due leader di oggi a Roma, gli indizi portano ad altro, a quel “professionista incontestabile che ha contribuito alla stesura del programma” di cui parla Salvini da Milano. Lorenzo Fontana poco dopo, fornisce un un ulteriore elemento: il premier sarà un uomo e non è detto che sia tra le persone sedute ai tavoli tecnici M5S-Lega.

E allora ecco balzare in pole i nomi di Conte e Andrea Roventini, in una sorta di sfida tra un giurista e un economista. Fuori dai giochi, invece, sembrerebbe l’altro economista del M5S Lorenzo Fioramonti visto che fonti leghiste hanno spiegato come il futuro premier non sarà scelto tra i parlamentari.

Certo, sono molti altri i “prof” con cui il M5S si è in qualche modo incrociato negli anni, da Domenico De Masi a Leonardo Becchetti, fino ad Alfonso Celotto. Ma sono tutti profili che, rispetto a Conte e Roventini, hanno chance minime.

A tenere in piedi l’idea del “prof” c’è anche un altro dato: il Colle, lunedì, darebbe un placet ad una scelta simile. Un placet non entusiasta, ma comunque un via libera. Tradotto, pur preferendo un nome “pesante” per la guida del Paese, il presidente Mattarella sembra orientato ad accettare anche la soluzione Conte o Roventini.

Tra i due il favorito è Conte sia perché il suo nome è stato già fatto nell’ultimo incontro del M5S con il capo dello Stato, sia perché il profilo del keynesiano Roventini è piuttosto orientato a sinistra. Ma i giochi sono tutt’altro che chiusi, e perfino l’opzione Di Maio, osteggiata dalla Lega, non è ancora morta.

Oggi il leader del M5S potrebbe fare un ultimo tentativo, motivandolo proprio con la necessità di un nome di peso a capo del governo. Se fallirà, dovrà accontentarsi molto probabilmente del ministero dello Sviluppo economico, mentre Interno e Agricoltura andranno certamente alla Lega (con Salvini per il primo e Fontana e Nicola Molteni in pole per il secondo). Per gli esteri resta l’opzione Giampiero Massolo mentre per l’Economia la sfida è tra Giancarlo Giorgetti e un tecnico, con il primo in corsa anche come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.