Grillo apre per un premier “pseudo-tecnico”. Cioè governo tecnico “amico”?

ROMA – Grillo apre per un premier “pseudo-tecnico”. Fuori dalla cripticità della definizione significa disponibilità a un governo tecnico amico? 

Governo. I grillini sarebbero disposti a votare un presidente del Consiglio incaricato “pseudo-tecnico”. Solo il condizionale è d’obbligo: per il resto, a partire dalla formula evasiva di pseudo-tecnico, della pseudo-apertura grillina a Napolitano si può solo congetturare, a poche ore dalla decisione del presidente della Repubblica, e dopo che Berlusconi ha riproposto le sue condizioni per la fiducia (tutti, anche Bersani, a patto che il nuovo presidente della Repubblica dia garanzie…). A dar credito all’ultima novità, c’è non solo la disponibilità grillina offerta per considerare altri nomi a parte quelli espressione dei partiti: c’è anche una telefonata diretta tra Grillo e Napolitano (fonte Adn Kronos) e l’indiscrezione che vede un Crimi (capogruppo al Senato M5S) perennemente in contatto telefonico con il suo capo.

In attesa di impossibili delucidazioni (bisognerà attendere le posizioni ufficiali) va rilevato l’introduzione del prefisso “pseudo”, che insieme a tecnico non è che aiuti chissà quanto a sbrogliare la matassa, almeno quella interpretativa. Si aggiunge, fra l’altro, a quella crescita esponenziale di prefissi che negano, suffissi che smentiscono, cioè un uso creativo della grammatica per descrive l’indescrivibile, come notava oggi Conchita De Gregorio (“La non-rinuncia di Pierluigi”) a proposito dell'”equilibrismo da giocolieri del lessico della politica”.

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