Imu. Brunetta: “Chiediamo fiducia”. Napolitano: “Non sopravvalutare polemiche”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 8 Ottobre 2013 13:19 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2013 13:22
Imu. Brunetta: "Chiediamo fiducia". Napolitano: "Non sopravvalutare polemiche"

Imu. Brunetta: “Chiediamo fiducia”. Napolitano: “Non sopravvalutare polemiche”

ROMA – L’Imu sulle case di lusso ha riacceso lo scontro tra Pd e Pdl. Prima la bocciatura, poi la Commissione bilancio ha riammesso la proposta dem di tassare gli immobili con una rendita catastale superiore ai 750 euro. Poi  l’altolà di Schifani che dal salotto di Porta a Porta avverte: “Non arretriamo di un millimetro”. E il suo omologo alla Camera, Renato Brunetta, che minaccia: “Semmai dovesse passare l’emendamento del Pd sulla prima casa, noi chiederemo al Governo di mettere la fiducia sul’intero provvedimento, secondo la formulazione originaria proposta dal governo, per risolvere la questione”. Ma lì dove tuona l’ira di Brunetta, sopraggiunge la quiete del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che liquida la questione a mera scaramuccia: “Non sopravvalutiamo le polemiche. Non ho dettagli a riguardo, francamente ne ho parlato l’altro ieri con il presidente del Consiglio e non mi pare che fossero emersi”.

Intanto, a placare gli animi, ci pensa il presidente della commissione Bilancio, Francesco Boccia, che ha chiesto che vengano ritirati tutti gli emendamenti, compreso quello di Marchi. Ai microfoni di Radio24, Boccia ha spiegato: “E’ evidente che dobbiamo decidere il modello progressivo che si applicherà. Penso che questo emendamento verrà ritirato. Ho fatto appello ai colleghi: i comuni hanno già incassato dal Governo le risorse”. “1 a 0 per Alfano?”, gli domanda Minoli: “No quella partita finisce in pareggio. Questo è un accordo di governo ha la finalità di riformare la fiscalità locale”. E precisa: “L’accordo resta solido perché riguarda le riforme profonde di cui il paese ha bisogno. Non è un accordo finalizzato a non pagare l’IMU”.

L’emendamento della discordia è quello presentato al primo articolo del provvedimento, che si occupa proprio dell’abolizione della prima rata Imu 2013 per alcune categorie di immobili. L’emendamento del Pd, a firma di Maino Marchi, reinserito dopo essere stato inizialmente giudicato inammissibile prevedeva la riduzione della platea di esenti a coloro i quali hanno una rendita catastale inferiore a 750 euro per la prima casa. Emendamento che ha fatto scattare l’ira del Pdl rischiando di far slittare l’approdo in aula del dl, previsto per martedì pomeriggio.