Istruzione, Gasparri: raddoppio spese e lottizzazioni politico-baronali 

di Marilena D'Elia
Pubblicato il 28 Dicembre 2019 20:42 | Ultimo aggiornamento: 28 Dicembre 2019 20:42

Istruzione, Gasparri (foto Ansa) raddoppio spese e lottizzazioni politico-baronali

ROMA- La nomina dei due ministri per l’Istruzione e per la Ricerca rappresentano “un raddoppio delle spese con vecchie lottizzazioni politico-baronali”. Questo il commento del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri alla nomina di due ministri e all’istituzione di due ministeri al posto dell’unico con a capo Lorenzo Fioramonti.

Continua Gasparri “E bravo Conte, che aumenta le spese di palazzo. Al posto di un Ministro se ne mettono due, con doppia struttura, doppi direttori generali, doppia burocrazia, doppie spese. Ed erano quelli che dovevano combattere gli sprechi”.

Ora infatti avremo il Ministero per l’Istruzione, con a capo Lucia Azzolina (già sottosegretario all’Istruzione) e il Ministero per l’Università e la Ricerca, con a capo Gaetano Manfredi.

“Poi si nomina una ministra che finora si è messa in evidenza per la sua abissale inadeguatezza.  Invece il rettore Manfredi è il fratello di un deputato del Pd, che riteniamo sia il requisito principale per cui diventa Ministro. Più spese e vecchie lottizzazioni. Incompetenze e parentele politico-baronali. Questa la ricetta di Conte. Che vergogna”, conclude Gasparri.

L’annuncio dei due nuovi ministri  (e dei due ministeri) al posto dell’unico con a capo  Fioramonti è stato dato dallo stesso presidente del Consiglio Conte durante la conferenza stampa di fine anno con i giornalisti a seguito delle dimissioni del ministro in carica, Lorenzo Fioramonti

Perché Fioramonti si è dimesso

Lorenzo Fioramonti si è dimesso da ministro dell’Istruzione- questa la motivazione ufficiale- perché i soldi destinati in manovra al suo ministero erano insufficienti rispetto alle esigenze

Fioramonti aveva chiesto 3 miliardi nella legge di bilancio 2020, ma gli stanziamenti arrivavano a poco più della metà. I 3 miliardi sarebbero stati sufficienti per garantire una “linea di galleggiamento”, ma aveva detto che per l’istruzione sarebbero serviti ben 24 miliardi.

La conseguenza sono state le dimissioni, come promesso nel caso la somma destinata fosse stata al di sotto della sua richiesta. Una vera rarità di questi tempi: un politico che per mantenere la parola data lascia una poltrona di ministro.

Dimissioni non senza polemiche, anche tra le fila del suo stesso partito  e soprattutto per via della restituzione delle indennità parlamentari, una delle bandiere dei 5 Stelle.

Le ragioni delle dimissioni spiegate dallo stesso Fioramonti

Come scrive lo stesso Fioramonti sulla sua pagina Facebook, la sera del 23 dicembre, dopo il voto definitivo sulla legge di bilancio, il deputato del M5 Stelle ha comunicato al presidente del Consiglio la decisione di rimettere l’incarico che aveva ricevuto il 4 settembre scorso col Conte bis.

 […] “Le ragioni sono da tempo e a tutti ben note.”- Aveva scritto Fioramonti su Facebook-“Ho accettato il mio incarico con l’unico fine di invertire in modo radicale la tendenza che da decenni mette la scuola, la formazione superiore e la ricerca italiana in condizioni di forte sofferenza. Mi sono impegnato per rimettere l’istruzione al centro del dibattito pubblico, sottolineando quanto, senza adeguate risorse, fosse impossibile anche solo tamponare le emergenze che affliggono la scuola e l’università pubblica. Non è stata una battaglia inutile e possiamo essere fieri di aver raggiunto risultati importanti: lo stop ai tagli, la rivalutazione degli stipendi degli insegnanti (insufficiente ma importante), la copertura delle borse di studio per tutti gli idonei, un approccio efficiente e partecipato per l’edilizia scolastica, il sostegno ad alcuni enti di ricerca che rischiavano di chiudere e, infine, l’introduzione dell’educazione allo sviluppo sostenibile in tutte le scuole (la prima nazione al mondo a farlo).

La verità, però, è che sarebbe servito più coraggio da parte del Governo per garantire quella “linea di galleggiamento” finanziaria di cui ho sempre parlato, soprattutto in un ambito così cruciale come l’università e la ricerca. Si tratta del vero motore del Paese, che costruisce il futuro di tutti noi. Pare che le risorse non si trovino mai quando si tratta della scuola e della ricerca, eppure si recuperano centinaia di milioni di euro in poche ore da destinare ad altre finalità quando c’è la volontà politica.

L’economia del XXI secolo si basa soprattutto sul capitale umano, sulla salvaguardia dell’ambiente e sulle nuove tecnologie; non riconoscere il ruolo cruciale della formazione e della ricerca equivale a voltare la testa dall’altra parte. Nessun Paese può più permetterselo. La perdita dei nostri talenti e la mancata valorizzazione delle eccellenze generano un’emorragia costante di conoscenza e competenze preziosissime, che finisce per contribuire alla crescita di altre nazioni, più lungimiranti della nostra. È questa la vera crisi economica italiana.[…]

Chi sono i due nuovi ministri al posto di Fioramonti

Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha 37 anni ed è nata a Siracusa. E’ attualmente sottosegretario all’Istruzione di area M5s- Ha due lauree, la prima in Filosofia, la seconda in Giurisprudenza, nel 2013. Nel gennaio 2014 è passata di ruolo all’I.I.S Quintino Sella di Biella.

Nel maggio di quest’anno si è classificata tra gli idonei del concorso per dirigente scolastico, nelle cui graduatorie rimane iscritta in attesa di un eventuale reclutamento degli idonei, in subordine ai vincitori. Per molti anni è stata attiva all’interno dell’Anief (Associazione nazionale insegnanti e formatori), prima in Piemonte, poi in Lombardia: rassegnate le dimissioni dal sindacato, è tornata ad insegnare al Quintino Sella.

Il ministro della Ricerca Gaetano Manfredi, 51 anni,  è rettore dell’Università Federico II di Napoli e presidente della conferenza dei Rettori (Crui) dal 2015

Il ministro Manfredi è nato ad Ottaviano il 4 gennaio 1964. Laureato in Ingegneria nel 1988 all’Università degli Studi di Napoli “Federico II” con la votazione di 110/110 e lode intraprende l’attività di docenza universitaria. Dottore di Ricerca in Ingegneria delle Strutture, è ricercatore in Tecnica delle Costruzioni dal 1995 al 1998, professore associato in Tecnica delle Costruzioni dal 1998 al 2000 e professore ordinario in Tecnica delle Costruzioni presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” dal 2000. Autore o curatore di 9 libri ed oltre 400 lavori scientifici pubblicati su rivista o presentati a congressi nazionali ed internazionali, ha svolto attività di ricerca di tipo teorico e sperimentale in diversi campi.

Fonti (Facebook Lorenzo Fioramonti, blitzquotidiano)