Le parole che nessuno ha detto: “Non votate per Lassini”. Non la Moratti, non Berlusconi

Pubblicato il 21 Aprile 2011 15:57 | Ultimo aggiornamento: 21 Aprile 2011 15:57

ROMA-Le parole che non sono state dette: “Non votate per Roberto Lassini”. Non le ha dette nessuno del Pdl milanese e lombardo, non le ha dette Letizia Moratti candidata sindaco a Milano che vpure ha dichiarato “incompatibile” la sua candidatura con quella appunto di Lassini. Non le ha dette soprattutto Silvio Berlusconi presente in lista con Lassini e che guida la campagna elettorale a Milano. Nessuno ha detto quelle parole, le uniche che andavano dette per smontare una altrimenti perfetta e geometrica presa in giro. Lassini, quello che ha “messo la faccia” sui manifesti giudici uguale Brigate Rosse, quello che ha “messo la faccia” su ciò che Napolitano ha giudicato “ignobile”, quello condannato da Schifani, Cicchitto e tre quarti delle autorità del Pdl, ha scritto una lettera in cui assicura, giura di fare quel che non può fare a termini di legge: ritirare la sua candidatura. Una volta in lista nessuno può ritirare la candidatura, così dice a ragione la legge, legge fatta per garantire i candidati da ricatti e pressioni. Lassini ha promesso, garantito nero su bianco l’impossibile. Lassini in lista c’è e ci rimane, può essere votato ed eletto consigliere comunale. Ha detto Lassini che in quel caso si dimetterà? No, non lo ha detto.

E allora i suoi compagni di lista, Berlusconi in testa, hanno detto ai loro elettori: non votatelo? No, non lo hanno detto. Anzi la Santanché che a Milano conta eccome se conta ha detto che lo voterà, addirittura “in nome di Enzo Tortora”, cioè come vittima dei magistrati. Sarà votato Lassini e probabilmente anche eletto. E vedrete che a quel punto non si dimetterà e nessuno dei suoi lo farà dimettere, ovviamente per “rispetto della volontà popolare”.