M5s restituzioni, Di Maio cambia: soldi non più a Rousseau ma a piccole imprese

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 Gennaio 2020 8:26 | Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio 2020 9:28
M5s restituzioni, Di Maio Cambia: soldi non più a Rousseau

Luigi Di Maio (Ansa)

ROMA – Movimento 5 Stelle cancella il conferimento a Rousseau dei residui di cassa del fondo rendicontazioni. Luigi Di Maio lo mette nero su bianco davanti ad un notaio chiamato per riscrivere lo statuto del Comitato che gestisce le “restituzioni” di parte delle indennità dei parlamentari del Movimento.

Dal 10 gennaio i residui dei fondi versati al Comitato per le rendicontazioni e rimborsi del M5s andranno al fondo per la microimprenditorialità. La modifica allo statuto del Comitato è stata registrata proprio quel giorno: le modifiche introdotte allargano il perimetro del comitato anche alle restituzioni dei parlamentari europei e prevedono “la facoltà di utilizzo per i portavoce regionali”.

E’ la nuova concessione che il capo politico dei 5 Stelle offre ai gruppi parlamentari che avevano posto la questione tra i temi di contestazione dell’organizzazione pentastellata. E’ una nuova apertura che si somma al progressivo allargamento della sfera decisionale in mano ai facilitatori e al coinvolgimento dei gruppi parlamentari. Che nelle prossime settimane il capo politico chiama ad una nuova presa di responsabilità: a loro sarà infatti affidata la stesura dei temi che dovranno entrare a far parte della trattativa con gli alleati per la stesura del cronoprogramma. Luigi Di Maio intende infatti affidare a gruppi di lavoro formati dai capigruppo nelle varie commissioni, dai facilitatori nazionali e regionali ed eurodeputati 5S, l’intelaiatura della proposta politica pentastellata: un lavoro che vuole avviare in vista della consegna al premier della proposta che tratterà con gli alleati.

Un focus che si occuperà di fisco, per il quale il M5s deve ancora formulare una sua proposta che discuterà con il Pd, pensioni (“quota 100 non si tocca” il dato di partenza) e lavoro dove il Movimento potrebbe presentarsi con una nuova proposta sui licenziamenti: una sorta di Art.18 “due punto zero” con cui si vorrebbero reintrodurre le parti migliori dello Statuto dei lavoratori cancellate dal jobs act. Un lavoro che si andrà ad aggiungere a quello sulla riduzione dei pedaggi autostradali che, nelle intenzioni del M5s, dovrà accompagnare la revoca delle concessioni ad Autostrade. E un percorso che punta intanto a bypassare il voto in Emilia Romagna per puntare dritto agli Stati Generali del M5s che si terranno a marzo sempre più probabilmente a Torino.

Fonte: Ansa, Repubblica