Manovra, ora Maroni chiede il rimpasto: “Alla Lega le deleghe economiche”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 dicembre 2018 10:25 | Ultimo aggiornamento: 30 dicembre 2018 10:38
Manovra, ora Maroni chiede il rimpasto: "Alla Lega le deleghe economiche" (foto Ansa)

Manovra, ora Maroni chiede il rimpasto: “Alla Lega le deleghe economiche” (foto Ansa)

ROMA – Votata la fiducia sulla manovra alla Camera, ora Roberto Maroni chiede a Matteo Salvini un rimpasto di governo e di mettere in mano alla Lega le deleghe economiche del governo. 

La manovra di Cinque Stelle e Lega tradisce il Nord e Salvini dovrebbe bloccare il reddito di cittadinanza. A sostenerlo è l’ex governatore della Lombardia ed ex ministro dell’interno Roberto Maroni in un’intervista pubblicata oggi sui 13 giornali locali del gruppo Gnn, in cui invita il vicepremier a prendere in un eventuale rimpasto “le deleghe che contano per il mondo produttivo, cioè sviluppo economico e infrastrutture”. In queste ore è circolata la notizia di un possibile passo indietro di Toninelli. Toninelli che, intervistato dalla Stampa, ha replicato: “Ho fatto qualche gaffe? Forse. Ma sapete che dico? Meglio fare gaffe che intascare mazzette”.

“Dal Ministero dell’Interno – ha aggiunto Maroni – magari si ottiene popolarità facile, ma abbiamo bisogno di incidere nei dicasteri più economicamente rilevanti”.. Il predecessore di Salvini alla guida della Lega Nord, di ritorno da una traversata dell’Atlantico in barca a vela, è critico sulla manovra di bilancio: “Registro ciò che dicono tutti i ceti produttivi, radicati soprattutto nel Nord: per la crescita c’è poco”.

E il governo “non è condizionato dalle manine o dalla Ue ma dei 5 Stelle”. E’ severo il suo giudizio sui pentastellati: “non sono a favore della crescita e, anzi, hanno ottenuto che cifre elevatissime siano destinate a forme di puro assistenzialismo come il reddito di cittadinanza”. La speranza dell’ex governatore è che Salvini “riesca bloccare del tutto la misura come feci io quando, da ministro del Welfare, abolii il reddito di ultima istanza che al 90% finiva al Sud”. Comunque Maroni è convinto che “fino alle europee l’alleanza reggerà, poi il voto anticipato al 2020 converrà a tutti.