Matteo Renzi-Francois Hollande: “Insieme per cambiare l’Europa”

Matteo Renzi-Francois Hollande: "Insieme per cambiare l'Europa"
Matteo Renzi-Francois Hollande: “Insieme per cambiare l’Europa” (Foto Ansa)

PARIGI – “Possiamo, dobbiamo, cambiare l’Europa insieme: è la prima sfida che dobbiamo affrontare nei prossimi mesi e nei prossimi anni”. Inizia così il discorso di Matteo Renzi dopo l’incontro con il presidente francese Francois Hollande a Parigi.

Il primo a prendere la parola e a lanciare l’idea del cambiamento è Hollande, che dice

“Dobbiamo fare delle riforme, il presidente Renzi ne ha annunciate per l’Italia e dobbiamo farne anche noi. Queste riforme hanno molti punti in comune. La prossima tappa dell’Ue, su iniziativa della Francia e di altri Paesi, come l’Italia, è la crescita e l’occupazione, soprattutto giovanile, perché la disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli inaccettabili”.

Hollande spiega di aver parlato con il premier italiano anche della situazione in Ucraina:

“Con Renzi abbiamo parlato della dell’Ucraina dove il referendum o la consultazione di domani non ha nessun valore legale. In Ucraina deve essere fatto il possibile perché si ritrovi la via del negoziato nel rispetto dell’integrità territoriale”.

Il presidente francese ha poi messo a disposizione di Renzi la sua esperienza:

“Ho un’esperienza di soli due anni ma quello che ti posso dire su quello che si deve fare e non si deve fare te lo dirò”.

Tra le riforme annunciate dal premier Renzi, dice Hollande, e

“le scelte della Francia ci sono molti punti in comune: ridurre il costo del lavoro, modernizzare il mercato del lavoro, nel rispetto del dialogo sociale tra tutti i protagonisti economici. Dobbiamo dare più forza a crescita e lavoro anche nella prospettiva del controllo dei conti pubblici: la posta in gioco è più crescita, perché con questa è più facile ottenere risultati su disavanzi e debiti pubblici”.

Hollande ha poi rinnovato la sua fiducia nell’Italia:

“Ho sempre trovato nell’Italia, con Monti prima e Letta poi, un partner per andare in direzione dell’Europa della crescita. Ora Matteo arriva in un momento essenziale per l’Europa, alla vigilia del rinnovo del Parlamento. Francia e Italia hanno più bisogno di far sentire la propria voce”.

Alle parole del presidente francese replica Renzi, che sottolinea l’importanza del cambiamento:

“L’Europa ha bisogno di essere viva, rispettiamo tutti i limiti dei trattati europei ma il primo rispetto che dobbiamo ai padri fondatori è fare dell’Europa un luogo di cittadini e di popoli e non solo della tecnocrazia”.

Poi Renzi rassicura:

“Non ci sarà nessuno sforamento del tetto del 3%. Nes-su-no. “Abbiamo un obiettivo politico comune con la ‘P’ maiuscola: dire ai cittadini sfiduciati che non credono più nell’Europa che l’Europa è il luogo della più grande scommessa politica che si possa fare”.

La disoccupazione giovanile è un tema caro a Renzi e Hollande, con il premier italiano che annuncia un vertice a Roma il prossimo luglio:

“Noi siamo messi peggio sul fronte della disoccupazione giovanile, e il pacchetto di riforme dovrà vedere un passo significativo. Pensiamo che nel rispetto dei vincoli dobbiamo riflettere insieme con la nuova Commissione su come l’Ue aiuterà i Paesi membri ad insistere su crescita e lotta alla disoccupazione giovanile. Con più Europa ci sarà più possibilità di ricchezza per il ceto medio che ha sofferto più di altri la crisi”.

Per Renzi la sua visione dell’Europa e quella di Hollande seguono lo stesso verso:

“Non credo ci sia bisogno di convincere Hollande a cambiare verso. Credo che ci sia condivisione, senza bisogno che nessuno cambi idea, sul fatto che vincoli e limiti vanno rispettati ma compito della nuova Europa è ridurre lo spread non economico-finanziario, ma tra cittadini ed istituzioni europee”.

Poi il premier avvisa gli antieuropeisti:

“I partiti populisti antieuropei avranno successo se noi non saremo consapevoli che l’Europa deve essere rispettata ma anche cambiata. Lavorare insieme per riportare i cittadini a credere nell’Europa. L’Europa non è il nostro nemico ma il nostro partner, l’Italia deve rispettare i propri vincoli, perché lo deve ai propri figli. Siamo convinti che alle prossime europee i partiti populisti avranno possibilità di successo se non saremo consapevoli che l’Europa deve cambiare, lavorando insieme”.

E ha sottolineato che 

“dobbiamo lavorare dentro le grandi famiglie europee per riportare i cittadini a credere nell’Europa. Dobbiamo essere capaci di cambiare approccio delle istituzioni e formare una classe dirigente che veda l’Ue non come nostro nemico – e in Italia c’è qualcuno che lo pensa”.

E il lavoro rimane l’obiettivo primario:

“Il nostro obiettivo è implementare il nostro partenariato, lavorare insieme fin dal prossimo Consiglio Europeo su clima ed energia. Avere un rapporto costante di consultazione per me è importante anche dal punto di vista personale”.

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