Monti: “Io con Berlusconi? Abbiamo due visioni diverse”

Pubblicato il 14 Dicembre 2012 - 09:29 OLTRE 6 MESI FA
Silvio Berlusconi e Mario Monti (Foto Lapresse)

BRUXELLES – “Io e Berlusconi? Abbiamo due visioni diverse dell’Italia“. Diversa da lui, dal Pdl e dai popolari italiani. Sarebbero sufficienti queste poche battute per comprendere le ragioni della visita a sorpresa di Mario Monti al vertice Ppe a Bruxelles. Mario Monti davanti alla Merkel e agli altri capi di Stato popolari ha marcato la sua distanza da chi oggi rappresenta i moderati in Italia e questa differenza gli è stata riconosciuta. L’Europa vuole Mario Monti. Lo vogliono i Popolari europei per i quali è “essenziale” che continui per l’Italia e l’Europa, lo vuole la Francia socialista di Francois Hollande. E la stessa cancelliera Angela Merkel si sarebbe spinta fino a chiedergli personalmente di candidarsi.

A quella platea il professore assicura che il suo obiettivo ora è lavorare speditamente per portare a termine il lavoro del suo governo. Dinanzi ai pressanti inviti di Silvio Berlusconi che lo ha disarcionato prima e  incoronato poi leader naturale di un polo moderato italiano, Monti non risponde. Ma questa precisazione con tanto di apparizione a sorpresa al vertice Ppe, proprio mentre i moderati lo tirano per la giacca, assume un significato ben preciso. Lui che ha sempre rivendicato un ruolo da tecnico: la decisione di andare dai Popolari nel giorno in cui è atteso Sivlio Berlusconi, non può essere solo una ripicca ma è un quasi passo “politico”.

Se un impegno futuro in campo non l’ha mai smentito categoricamente, ieri a Bruxelles l’ha lasciato presagire. Lui si è limitato a spiegare di aver accettato un invito, quello del presidente del Ppe Wilfried Martens, per illustrare il caso Italia e i motivi, da rintracciare nelle parole di Angelino Alfano traducibili in sfiducia, che l’hanno spinto a preannunciare le dimissioni. Frasi, quelle dette davanti ai leader popolari, fatte di promesse di un’Italia che è e resterà europeista anche dopo il voto, garantendo che il governo resterà in carica per gli affari correnti. Per rassicurare l’Europa ma anche i mercati, è la lettura che rimbalza nel suo entourage. Ma che lui stia pensando al da farsi nel dopo-Monti, ora più che mai sembra chiaro.

Resta il mistero sulle sue prossime mosse ma un’altra indiscrezione, trapelata e riportata dal Corriere della Sera, avvalora la tesi di un suo imminente ingresso in politica: al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, Monti avrebbe risposto che non ha alcuna voglia di accettare il ruolo di figura di garanzia, anche se questo fosse legato ad un’eventuale elezione al Quirinale. Segno che si sente più a suo agio a Palazzo Chigi?