Pdl o “Pdpiùelle”? Cicchitto vs Bernini vs Formigoni vs Polverini vs Alfano vs Mussolini…

Il partito di Berlusconi si mostra diviso, alla vigilia del primo (negli ultimi mesi e forse anni) vero appuntamento ufficiale di confronto interno al Popolo delle Libertà, ovvero il consiglio nazionale del 16 novembre. Quello che vi riportiamo è un fuoco incrociato di dichiarazioni fatte da questo o da quell’esponente pidiellino, dichiarazioni spesso contro questo o quell’altro esponente, e raccolte in sole cinque ore. Parole che testimoniamo come – quanto a tasso di litigiosità – il Pdl non ha più nulla da invidiare al Pd. Altro che “Pdmenoelle”, come dice Beppe Grillo attaccando il Pd, qui è un “Pdpiùelle”, come potrebbe chiosare un detrattore dell’ultimo, litigioso Pdl: Il primo sasso nello stagno lo getta Fabrizio Cicchitto. I giornalisti a Montecitorio gli chiedono se la componente “governativa”, gli alfaniani insomma, si presenterà al Consiglio del 16: “È una partita tutta da vedere. La riunione è prevista per il 16, c’è tutto il tempo per riflettere e per decidere”. Secondo Cicchitto “Non possiamo precipitare il paese in una crisi di governo. Oltretutto sarebbe un autogol per il Pdl, perché avremmo un governo di scopo senza di noi e contro di noi che farebbe una nuova legge elettorale”. E se la nuova Forza Italia: “È un partito con una direzione collegiale e collettiva ci entro, se è guidato da un gruppo estremista senza dialettica democratica non ci entro”. A Cicchitto risponde subito Alessandra Mussolini:
Pdl o "Pdpiùelle"? Cicchitto vs Bernini vs Formigoni vs Polverini vs Alfano vs Mussolini...
I vertici del Pdl affacciati sul terrazzo di Palazzo Grazioli (LaPresse)

ROMA, 7 NOV – Il partito di Berlusconi si mostra diviso, alla vigilia del primo (negli ultimi mesi e forse anni) vero appuntamento ufficiale di confronto interno al Popolo delle Libertà, ovvero il consiglio nazionale del 16 novembre.

Quello che vi riportiamo è un fuoco incrociato di dichiarazioni fatte da questo o da quell’esponente pidiellino, dichiarazioni spesso contro questo o quell’altro esponente, e raccolte in sole cinque ore.

Parole che testimoniamo come – quanto a tasso di litigiosità – il Pdl non ha più nulla da invidiare al Pd.

Altro che “Pdmenoelle”, come dice Beppe Grillo attaccando il Pd, qui è un “Pdpiùelle“, come potrebbe chiosare un detrattore dell’ultimo, litigioso Pdl:

Il primo sasso nello stagno lo getta Fabrizio Cicchitto. I giornalisti a Montecitorio gli chiedono se la componente “governativa”, gli alfaniani insomma, si presenterà al Consiglio del 16: “È una partita tutta da vedere. La riunione è prevista per il 16, c’è tutto il tempo per riflettere e per decidere”. Secondo Cicchitto “Non possiamo precipitare il paese in una crisi di governo. Oltretutto sarebbe un autogol per il Pdl, perché avremmo un governo di scopo senza di noi e contro di noi che farebbe una nuova legge elettorale”. E se la nuova Forza Italia: “È un partito con una direzione collegiale e collettiva ci entro, se è guidato da un gruppo estremista senza dialettica democratica non ci entro”.

A Cicchitto risponde subito Alessandra Mussolini:

“Stiamo già condividendo il Governo, non condividiamo anche il Congresso”. Ad Alfano che si appresta a presentare un documento nel quale sottolinea anche la necessità di sostenere il Governo, Mussolini risponde: “La sua posizione è influenzata dal ruolo che occupa: Alfano ci deve spiegare come si fa a votare con il Pd quando questo fa decadere il nostro Presidente”.

Nunzia De Girolamo:

“Il consiglio nazionale del Pdl non dovrà essere un ring, ma una grande occasione per stare uniti attorno a Silvio Berlusconi e per discutere di due visioni differenti”. Così il ministro delle Politiche agricole, a margine dell’inaugurazione di FieraCavalli a Verona. “C’è – ha aggiunto – una parte del partito che ritiene che questo Governo, nato dall’emergenza e dal fatto che nessuno ha vinto le elezioni, debba andare avanti perché c’è un Paese in crisi. Contestualmente c’è un’altra parte che ritiene invece che bisogna staccare la spina e quindi andare verso l’assoluta instabilità in Italia”. “Su questo ci dovremo confrontare serenamente – ha poi precisato De Girolamo – sapendo che il leader è Silvio Berlusconi. Invito tutti alla calma, anche perché in tanti territori ci sono i ricatti, le pressioni, gli eccessi che non fanno mai bene alla democrazia”. Sulle possibilità delle primarie nel Pdl il ministro ha precisato che “le primarie sono un ottimo strumento per scegliere dal basso, magari evitando gli errori che ha fatto il Partito Democratico, che non è un buon esempio per noi. Le primarie sono molto più moderne dei congressi, questi ultimi sono una roba vecchia da Prima Repubblica, dove si fa una conta più dei soldi che dei consensi. Le primarie aperte sono un momento di grande democrazia, di dibattito e di confronto e poi vinca il migliore”.

Roberto Formigoni su Twitter: “Consiglio nazionale del Pdl il 16 novembre. Il nostro documento è ufficiale e le firme (tante!) stanno arrivando. Ovviamente si dovrà votare a scrutinio segreto”.

Renata Polverini risponde all’ex governatore della Lombardia: “Formigoni si vergogni. Si doveva attivare qualche giorno fa per il voto segreto che coinvolgeva Silvio Berlusconi”.

Anna Maria Bernini contro Cicchitto:

“Le lezioni di politica di Fabrizio Cicchitto unite alla minaccia di possibile diserzione del consiglio nazionale dove sarà rilanciata Forza Italia sono oggettivamente irricevibili. Non vogliamo neppure pensare che qualcuno possa disertare i nostri valori ed il mandato del nostro popolo accettando di accompagnare Berlusconi alla porta del Senato mentre il Pd lo caccia violando regole e prassi garantiste; per poi continuare a stare al governo anche se viola gli impegni presi, come sta facendo, sulla riduzione della pressione fiscale. Sarebbe una operazione insensata, fallimentare e subalterna alla sinistra sia sul terreno delle tasse sia su quello della difesa di Berlusconi e dello Stato di diritto. La vera diserzione del mandato del nostro popolo”, conclude.

Mara Carfagna su Twitter replica a Formigoni:

“Voto segreto sui documenti a Consiglio nazionale? Lo Statuto del Pdl non dice nulla a riguardo. Perché questo stillicidio di provocazioni?”.

Altero Matteoli alle “colombe”:

“Berlusconi prigioniero dei falchi? Chi lo pensa o lo dice offende la storia di Silvio Berlusconi e dimostra di non averlo mai conosciuto in questi venti anni. Siamo seri, Berlusconi non è mai stato prigioniero di nessuno e non potrà esserlo neppure adesso o in futuro”.

Jole Santelli paciera:

“Spero non si arrivi ad una conta interna che avendo come obiettivo una possibile spaccatura consegnerebbe la vittoria esclusivamente alle parti più estreme di chi oggi si confronta nel partito. Consigliare Berlusconi ad arrivare a questo è una mascalzonata. La conta infatti non ha nulla a che vedere con Berlusconi, che noi tutti riconosciamo leader assoluto del partito, ma riguarda coloro i quali vogliono provare a Berlusconi la loro forza. Mi batterò con tutte le mie possibilità affinché ciò non accada perché di un eventuale simile scenario Berlusconi non sarebbe protagonista ma vittima”, ha detto il sottosegretario intervistata a Tgcom24 da Luigi Galluzzo per Faccia a Faccia. “Il 16 novembre, a 8 giorni dal voto sulla decadenza, mi aspetto, al contrario, un partito che intero deponga le armi della lotta interna e, facendo prevalere l’interesse comune, si riunisca attorno e con Berlusconi. L’attacco ad Alfano condotto in generale come un traditore è in realtà un attacco che proviene dai tanti fronti che da sempre contestano e contrastano il governo di larghe intese che è stato un risultato di Berlusconi. Oggi Silvio Berlusconi chiami Alfano e Fitto e gli dica basta! Il problema vero relativo al voto sulla decadenza di Berlusconi e’ dato dalle gravi violazioni costituzionali e dalle forzature usate dal PD contro Berlusconi, quindi contro tutti noi”, ha concluso.

E non poteva mancare Michaela Biancofiore, che attacca la Santelli:

“Mi sarebbe piaciuto sentire la voce e l’autorevole parere politico della mia amica Jole Santelli, quando Alfano, avvalorando il cambio di maggioranza sottolineato da quel signore di Enrico Letta, ha dato il via libera all’accettazione delle mie sole dimissioni l’indomani del 2 ottobre”. Michaela Biancofiore non dimentica e parla di “un gesto sprezzante non nei miei confronti ma nei confronti di quel Silvio Berlusconi al quale Alfano deve l’aria che respira e nei confronti del quale, viceversa, si e’ sentito vincitore di una battaglia di Pirro”. “Alfano e’, purtroppo per lui e tutti noi, un autolesionista che dal 1 luglio 2010 ha sperperato ogni patrimonio politico donatogli dal presidente Berlusconi, dal consenso del primo partito italiano al suo mandato di segretario, dal patrimonio di risorse umane alla linea politica unitaria”, incalza la pidiellina dura e pura.

Replica Santelli:

“Vorrei chiedere all’amica Michaela, di cui ben conosco la sincerita’, di leggere con piu’ attenzione l’intero contesto delle mie affermazioni di questi giorni. Vorrei esclusivamente che si smettesse di polemizzare al nostro interno e che si ritrovassero i motivi che ci uniscono”.

Mariastella Gelmini cerca di compattare il partito indicando un nemico esterno:

“Sarà solo un caso, per carità, ma ieri, in Sardegna, a fronte di un’inchiesta che coinvolge tutto il Consiglio regionale sono finiti in carcere esclusivamente due consiglieri del Pdl; in Campania è toccata oggi la stessa sorte ad un altro consigliere, sempre del Pdl. Girano strane voci di un’escalation giudiziaria da qui al Consiglio nazionale del partito che appare troppo puntuale per rappresentare un caso fortuito. Non vorremmo che, come troppo spesso è accaduto in questo Paese, certa magistratura voglia mettere naso e becco nelle vicende di un partito, cercando di condizionarne l’attività in un momento così delicato per la sua vita e i suoi assetti interni. Se mai dovesse succedere, siamo certi che tutti – in questo caso davvero uniti – saremo pronti a denunciare in modo chiaro e netto l’ennesima invasione di campo di precisi settori della magistratura”.

Maurizio Lupi smorza le asperità di Cicchitto:

“Quando si pensa a lavorare seriamente per l’unità del nostro partito, riconoscendo la leadership di Berlusconi e per costruire un grande partito, non si pensa a disertare”. Così il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti spiega, interpellato a margine della conferenza programmatica dell’Ugl, che non fa “la gara a chi vuole essere più falco dei falchi”. E aggiunge: “non ci sono traditori, non ci sono lealisti più lealisti del re, ma persone che vogliono bene al Paese, alla storia del partito e al presidente Berlusconi. E – prosegue Lupi – vogliono con Berlusconi lanciare una grande sfida per il futuro”. Il ministro inoltre evidenzia: “vedo che qualcuno continua a tirare la giacca al presidente Berlusconi, noi non siamo tra questi”.

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