Primarie. Vendola batte cassa, Bersani: “Non c’è mercato”

All’indomani delle primarie del centro sinistra Nichi Vendola chiarisce che il suo appoggio a Pier Luigi Bersani al ballottaggio del 2 dicembre contro Matteo Renzi non è scontato. Ma il leader del Pd risponde picche: “Non stiamo facendo bilancini”.
Il leader di Sel, Nichi Vendola (Foto Lapresse)

ROMA – Dopo le primarie del centrosinistra, forte del suo 15% circa, Nichi Vendola batte cassa, ma Pier Luigi Bersani gli risponde picche. Il leader di Sel chiede di sentire “profumo di sinistra”, chiede a Bersani di dire “cose di sinistra” se vuole far convergere su di sé i voti dei vendoliani. Ma il segretario del Pd non ci sta.

Vendola ha chiarito sin dai primi risultati delle primarie che il suo appoggio a Bersani non è scontato. E in vista del ballottaggio di domenica 2 dicembre fra Bersani e Matteo Renzi spiega: “Bersani deve convincere 485mila persone che hanno votato per me. Vogliamo sentir profumo di sinistra”.

Il leader del Pd, sottolinea Vendola, “deve dire parole chiare sulla differenze di genere, sulla crisi ambientale, sul lavoro, sull’Europa e sugli studenti in piazza. Ci risponda e domani decideremo”.

Secca la risposta di Bersani: ”Abbiamo lavorato con Vendola per parecchio tempo per costruire la carta Italia Bene comune che fissa i paletti programmatici. Non stiamo aprendo tavoli e tavolini, non stiamo facendo bilancini. Il mio risultato è assolutamente incoraggiante, ho grande fiducia in domenica scorsa e sono sicuro che dal giorno dopo lavoreremo tutti insieme per la galoppata impegnativa delle elezioni”.

 

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