Spread quota 285, Italia alle corde. La vera manovra da fare subito

di Mino Fuccillo
Pubblicato il 11 Luglio 2011 15:00 | Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2011 15:00

ROMA – Angela Merkel ha chiamato Silvio Berlusconi per sapere in presa diretta quanto l’Italia può e vuole fare per difendere il “lato sud” dell’euro, perché è l’euro stesso che rischia e non solo la Borsa di Milano, Parigi o Francoforte. Ma cosa può fare e cosa davvero vuole fare Silvio Berlusconi?

Immagina a Roma ci sia un governo e un Parlamento e un sistema politico e partiti di opposizione e sindacati e associazioni di interessi e categoria…Immagina che dicano: la manovra finanziaria per il pareggio di bilancio nel 2014 e la successiva riduzione del debito pubblico in parte si anticipa, in parte comincia da subito. Da subito la riduzione, il taglio “lineare” dei costi della politica: stipendi, vitaliazi, indennità e spese dei parlamentari e delle istituzioni. Se ne ricava relativamente poco in denaro, forse neanche un miliardo in un anno. Ma se ne ricava il diritto politico di anticipare il resto. Anticipare e cambiare parte della manovra che c’è. Niente sterilizzazione alle pensioni in essere rispetto all’inflazione: le pensioni da mille o anche duemila al mese non vengono bloccate. Ma si aboliscono da subito le pensioni di anzianità e si porta da subito lo’età pensionabile delle donne a 65 anni. La Lega non vuole, la Cgil nemmeno? Peccato per loro, l’operazione conviene. Conviene socialmente perché 15 milioni di pensioni su 16 milioni di pensioni pagate non pagano dazio e l’unico, sopportabilissomo “dazio” è che chi ha un lavoro sicuro al lavoro resta qualche anno di più prima di andare in pensione. Non si levano soldi alle famiglie e di qualche anno di lavoro in più non muore nessuno. E conviene economicamente: i mercati avrebbero così la prova provata che la dinamica della spesa pubblica rallenta, che il governo governa e che l’Italia fa sul serio.

Immagina che la “patrimoniale sul risparmio” venga cancellata con i suoi otto miliardi di gettito. Ma che non sia nessun ascolto a Regioni, Comuni e Province che non vogliono tagliare le loro spese. Si finisce più o meno in pari. Immagina che davvero e da subito, senza “delega” al 2013, vengano abbassate le due prime aliquote dell’Irpef spendendo 10/15 miliardi in direzione della ripresa economica. E che da subito vengano tagliati dieci miliardi alla “assistenza” a pioggia che piove sotto forma di indennità di accompagno a seguito di invalidità, di esenzioni e sconti fiscali. Immagina che vengano liberalizzate aziende di Stato ora e da sempre gestite con il “metodo Milanese”. Immagina che i contratti di lavoro escludano i rapporti di lavoro a tempo determinato ma cancellino la condizione di illicenziabilità di chi ha un contratto “pieno”. Immagina che il precariato non sia una sofferta ma in fondo semi garantita “prenotazione” di una futura assunzione nel pubblico impiego.

Immagina tutto questo e avrai un governo e un paese che avrebbero qualcosa da rispondere e perfino da mostrare  alla Merkel e all’Europa. Ma il Pdl non vuole e Berlusconi qualcosa del genere neanche la immagina. La Lega non vuole e non sa. I sindacati si metterebbero di traverso e così il Pd e la sinistra di Vendola. Per immaginare quel che si dovrebbe fare devi immaginare un altro paese, un paese che non c’è. Il paese vero si sta piegando, non alla speculazione, ma a se stesso, alla sua pavida immobilità, alla riocerca di salvezza ognuno per conto suo. Spread del Btp a quota 285 nei confronti del bund tedesco a metà pomeriggio dell’undici di luglio 2011. Vuol dire che l’Italia viene pesata sui mercati a rischio triplo di quello della Germania. Non è speculazione infame, cattiva e maledetta. E’ puro e semplice calcolo:  mettete in colonna il premier italiano, il suo governo, il suo partito, la sua maggioranza in Parlamento, le idee delle opposizioni, la sinistra che c’è, i sindacati, le associazioni di interessi e categoria, le illusioni testarde e ottuse di Leghe e Movimenti… a voi viene alla fine altro calcolo, altro risultato?