Statali. Il blocco stipendi costa 1600 euro l’anno sacrificato all’inflazione

Pubblicato il 12 Novembre 2012 9:16 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2012 9:17
Statali: il blocco delle retribuzioni costa 1600 euro al lavoratore per effetto dell’inflazione cumulata

ROMA – Statali. Il blocco delle retribuzioni nel pubblico impiego di due anni fa è costata ai lavoratori 1602 euro di reddito per colpa dell’inflazione che, sommata per i diversi anni, è salita del 7,5%. Il calcolo è stato fatto da Aran (agenzia per la rappresentanza negoziale nella P.A.) prendendo come indicatore la retribuzione media contrattuale del 2009 , prima cioè della stretta salariale e dell’erosione conseguente del potere d’acquisto degli stipendi negli ultimi due anni.

Contestualmente, nel biennio 2012-2013, l’Erario pagherà 6,5 miliardi di euro in meno. Il contenimento di questa massa salariale è direttamente connesso con lo stop alle retribuzioni. Quest’anno la spesa per stipendi è stata di 167 miliardi, il 10,7% del Pil. Nel 2015 diminuirà ancora, fino a scendere sotto quota 10% sul Pil (9,9%). Insieme al blocco dei rinnovi contrattuali, dall’anno scorso hanno inciso lo stop alla contrattazione collettiva, il blocco delle retribuzioni individuali, gli scatti e le progressioni di carriera.

Il “congelamento della vacanza contrattuale” (così Il Sole 24 Ore definisce il blocco) è confermato, insieme alle ulteriori strette previste dalla spending review, fino al 2015. Se a quella data sarà possibile rinegoziare i contratti, lo si farà con la consapevolezza che “il potere d’acquisto perduto a causa degli ultimi 5 anni di inflazione, non verrà mai più recuperato” (ancora Il Sole 24 Ore del 12 novembre).