Egitto bombarda Isis in Libia. Renzi: “Intervento no, aspettiamo l’Onu”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 febbraio 2015 14:24 | Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2015 15:30
Guerra in Libia? Renzi no, Francia pensa, Egitto bombarda, al Thani: aiutateci!

Guerra in Libia? Renzi no, Francia pensa, Egitto bombarda, al Thani: aiutateci!

ROMA – Guerra in Libia oppure no? Per Matteo Renzi no, perché “non è il momento di un intervento militare”. La Francia invece ci pensa e chiede una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. L’Egitto, invece, la sua guerra l’ha già cominciata bombardando alcune aree controllate dall’Isis (Derna, Sirte e Bengasi)  come ritorsione alla brutale uccisione di 21 cristiani copti.

La prima cosa, evidente a tutte le parti in campo, è che la guerra in Libia già c’è. Si tratta solo di stabilire se si ingrosserà o meno la parte di chi combatte contro l’Isis. Cosa che la Libia stessa, o meglio quel poco che ne rimane a livello di stato centrale, sembra volere. L’Isis controlla oramai buona parte del territorio e il premier al Thani è il primo a chiedere aiuto. Non è chiaro se l’esercito libico abbia collaborato con gli egiziani contro l’Isis. Quello che è certo è che al Thani chiede direttamente l’aiuto dell’occidente, ovvero chiede che vengano bombardati i posti in mano all’Isis. Con un argomento destinato a fare breccia nell’opinione pubblica italiana e non solo: sbrigatevi o l’Isis arriverà in Europa, “specialmente in Italia”. Aiuto, ha precisato in seguito il premier, non come truppe di terra ma come armamenti e bombardamenti.

Per Renzi, però, non è il momento di un intervento militare. In effetti l’ultima volta che l’occidente è intervenuto non è andata benissimo: con Gheddafi non solo deposto ma brutalmente giustiziato e soprattutto con il caos che ne è conseguito.

Intervistato dal Tg5 Renzi spiega:

“Non è il momento per l’intervento militare, apprezzo molto che su politica estera non ci siano divisioni tra i partiti. Vedremo che fare quando sarà il momento ma è bene che sulla una situazione di politica estera delicata il paese non si metta a litigare”.

Sulla Libia, è l’opinione di Renzi,occorre

 “saggezza, prudenza e senso della situazione. La vicenda è problematica, la seguiamo con grande preoccupazione e attenzione, ma non si passi dall’indifferenza totale all’isteria e a una reazione irragionevole”.

Saggezza, per Renzi, è aspettare cosa deciderà l’Onu e muoversi di conseguenza:

“Da tre anni in Libia la situazione è fuori controllo, lo abbiamo detto in tutte le sedi e continueremo a farlo. Ma la comunità internazionale se vuole ha tutti gli strumenti per poter intervenire. La proposta è di aspettare il consiglio di sicurezza Onu. La forza dell’Onu è decisamente superiore alle milizie radicali”

Una posizione che non rassicura affatto Beppe Grillo che subito attacca: “Se Renzie vuole la guerra ci vada lui con Napolitano al seguito. Vedendoli, l’Isis si farà una gran risata e ci risparmierà. Non spetta al Governo decidere se entrare in guerra ma ancora al Presidente. Aspettiamo un monito dal Presidente, anche piccolo piccolo, al bulletto di Rignano. No alla guerra”

La Francia, intanto, fa pressione sulle Nazioni Unite perché ci sia un vertice urgente. In questo trova un alleato nell’Egitto che ribadisce il diritto a difendere i suoi concittadini. La situazione, al momento, è lontanissima dall’essere definita in modo chiaro.