Francesca Barracciu story tra gaffe, errori e litigi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Marzo 2015 10:45 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2015 10:45
Francesca Barracciu story tra gaffe, errori e litigi

Francesca Barracciu (foto Lapresse)

ROMA – Francesca Barracciu, sottosegretario alla Cultura, ha fatto parlare abbastanza di sé ultimamente. Sottosegretario alla Cultura, ex candidata del Pd a governatore della Sardegna, è stata indagata proprio in terra sarda nell’inchiesta sulle cosiddette spese pazze. Nonostante questo, decise di correre lo stesso alla Regione (perché aveva vinto le primarie), ma poi fu convinta dal partito a ritirarsi. Oggi Fabrizio Roncone, sul Corriere della Sera, traccia un profilo della Barracciu: secondo lui ha “l’incubo di finire sempre sotto scacco”.

Roncone ripercorre la carriera professionale del sottosegretario, con tanto di intoppi:

nasce 48 anni fa a Sorgono, duemila anime in Barbagia, Sardegna. Laurea in Filosofia, postlaurea in Psicologia del disagio giovanile, insegnante e poi consulente in risorse umane. Fa in tempo a votare per il Pci e ad innamorarsi della politica: così prende la tessera e, senza indugi, segue la trafila. Pds, Ds, Pd.
Il primo incidente è del 2008: vince il congresso e diventa segretario regionale, ma l’anno dopo si ritrova commissariata da Walter Veltroni.

Il secondo intoppo è quello più famoso ma alla fine, spiega Roncone, c’è la Barracciu decide di farsi da parte solo dopo l’intervento del “direttorio” del partito:

Il secondo incidente è del 2013: vince le primarie del centrosinistra e pensa di potersi candidare a presidente della Regione Sardegna. Pensa. Spera. Perché, intanto, le è arrivato un avviso di garanzia: è dentro l’inchiesta «Spese pazze» dei gruppi regionali.
«Le chiedono di giustificare 33 mila euro di rimborsi benzina spesi in tre anni. Sarà andata sulla Luna in macchina?», s’interrogava martedì pomeriggio il grillino Alessandro Di Battista, che Il Foglio ha definito un «simpatico mitomane a cinque stelle», ma che stavolta racconta la verità.
La Barracciu provò a resistere, a dire che aveva vinto le primarie con una barca di voti (il 44%): ma poi le arrivò la telefonata di Luca Lotti.
Raccontano in giro che se ti telefona Lotti, di solito va così: lui parla e tu ascolti. Punto. Quando senti il rumore «clic!», vuol dire che la telefonata è finita. Le repliche non sono previste. Infatti, saggiamente, non replicò neppure la barbaricina Francesca. Che, il 30 dicembre del 2013, fece ufficialmente un composto passo indietro.

Nonostante le vicissitudini giudiziarie e la rinuncia a correre per una carica così prestigiosa, la Barracciu non sembra così giù di morale in questo periodo, e Roncone spiega il perché:

Torniamo al Capodanno del 2013: invece di essere triste, la Barracciu è di ottimo umore. Amici e parenti non capiscono la ragione di tanta euforia. Hai vinto le primarie, ma siccome sei indagata per una brutta storia di creste, ti hanno segato: e tu ridi? Ma cosa ridi? Poi, meno di due mesi dopo, intuiscono.
Il 28 febbraio del 2014, eccola lì sorridente, i capelli neri sciolti sulle spalle, tacco 14 per sfidare i sampietrini, cammina in piazza del Collegio Romano, la borsa Louis Vuitton al braccio. Dove va? Entra al ministero della Cultura. L’hanno appena nominata sottosegretaria.
Indagata, ma sottosegretaria. Indagata come altri tre sottosegretari del Pd (Del Basso De Caro, De Filippo, Faraone) e uno di Ncd (Castiglione). Indagata che difende un altro compagno di partito indagato, Vincenzo De Luca. «Innocente fino al terzo grado di giudizio».

E qui Roncone arriva ai giorni nostri, con la polemica sollevata da Alessandro Gassmann su Twitter e il conseguente web-bisticcio tra i due:

E l’opportunità politica di accettare un incarico istituzionale nonostante un problema aperto con la giustizia?
È proprio quello che le ha chiesto l’altro giorno, su Twitter, Gassmann. «@Barracciu, sottosegretario, intanto che chiarisce, lascia la poltrona pagata da noi? grazie».
La risposta della Barracciu: «Chiarirò tutto a fondo. Lei intanto che impara a fare attore, può evitare far pagare biglietto cinema per i suoi “film”? Grazie». No, non ci sono errori tipografici: ha scritto proprio così, con licenza letteraria da sottosegretaria alla Cultura.
Il cui capolavoro — come conferma Wikipedia — si compie a Nuoro il 5 dicembre 2014. Interviene alle celebrazioni in onore del poeta Sebastiano Satta, a cento anni dalla sua scomparsa. E cosa fa, la Barracciu? Sale sul palco e inizia a richiamare vita e opere di Salvatore Satta, giurista e scrittore. Il giorno dopo, la sottosegretaria si giustifica: «Stanotte non ho chiuso occhio. Tutta colpa del mio staff se ho confuso i Satta».