Italia 2065, ecco perché saremo pochi e meticci

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Settembre 2015 12:02 | Ultimo aggiornamento: 28 Settembre 2015 12:03
Italia 2065, Il Giornale: ecco perché saremo meticci

Italia 2065, Il Giornale: ecco perché saremo meticci

ROMA – Italia 2065, Italia meticcia. Il Giornale dedica un ampio articolo a firma Giuseppe De Lorenzo all’Italia che sarà. Meno figli, ancora più migranti, e un destino, appunto, meticcio.

Quando i bambini di oggi si metteranno in testa l’alloro della laurea, gli italiani saranno solo 55 milioni: il 10% in meno di quanti siamo adesso. E nel 2050 saremo ancora meno, appena 45 milioni. Pochi, troppi pochi. Non andava così male dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, sintomo che politiche errate possono far più danni della grandine. Maledetto ’68. Da quel dì, l’Europa ha incominciato ad invecchiarsi. Oggi gli ultra 65enni sono il 22% della popolazione, nel 2045 saranno il 40% se non intervenissero le nascite (tante) degli immigrati a far scendere la percentuale ad un meno preoccupante 30%. Il problema, vero, è che dai tempi della contestazione giovanile abbiamo smesso di far figli. Oggi ogni donna italiana partorisce in media 1,39 figli, ben lontano da quei due figli per madre che servono per permettere all’Italia di mantenere lo stesso livello di popolazione. Solo 40 anni fa le nostre donne ne partorivano 4 a testa in media.

Un salto nel vuoto. Un vuoto che qualcuno dovrà pur riempire. Se non cambierà la mentalità del figlio unico, a farlo saranno – appunto – gli immigrati. Che forse potranno anche frenare il calo economico di un Paese che aveva fatto del manifatturiero il suo biglietto da visita. Ma che trasformerà l’Italia in un Paese diverso. E non solo. Perché il dramma riguarda il tasso di dipendenza: oggi abbiamo tre cittadini in età lavorativa per ogni pensionato, tra venti anni ce ne saranno appena due. E questo creerà non solo un calo del Pil dello 0,2%, ma anche l’assenza di lavoratori capaci di pagare le sempre più lunghe (e magre) pensioni di chi oggi si affaccia al mondo del lavoro.

Qual è, allora, la risposta? Se vogliamo evitare di scomparire, se non ci piace l’idea che l’Italia diventi una nazione meticcia, sarà necessario rivedere le politiche per la famiglia. Quella capace di procreare, s’intende. Quella che può dare un futuro al Paese. Altrimenti, nei prossimi decenni saremo invasi dai migranti. Oggi i giovani tra 25 e 29 – quelli che emigrano – sono 51 milioni in Europa e 95 milioni in Africa. A breve saranno 41,12 milioni in Ue e 151 milioni nel continente nero. Fra trenta anni lo scarto sarà ancora più ampio: 40,9 milioni contro 186. E allora molti di questi prenderanno la via dell’Europa. Una soluzione ai mali dell’Occidente? No, una falsa medicina. La cura corretta è mettere in condizione gli Europei di fare più figli e sostenere la cultura della procreazione. Favorire l’immigrazione è solo più semplice.