La Stampa: “Putin e Papa Francesco, più vicini grazie alla Siria”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Novembre 2013 10:32 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2013 10:38
Vladimir Putin

Vladimir Putin (LaPresse)

ROMA – Oggi 25 novembre il presidente russo Vladimir Putin incontra Papa Francesco. Non è la sua prima visita in Vaticano, Putin venne ricevuto da Giovanni Paolo II nel 2000 e nel 2003, e da Benedetto XVI nel 2007, ma oggi lo scenario al di là del Tevere, con il Papa venuto “dalla fine del mondo”, è cambiato.

Scrive Andrea Tornielli su La Stampa:

Per il Cremlino l’udienza riveste «un significato particolare», dopo l’oggettiva convergenza verificatasi nei mesi scorsi tra Santa Sede e Russia nell’affronto della crisi siriana, entrambe contrarie a un intervento armato occidentale e favorevoli a un’iniziativa diplomatica per arrivare alla distruzione delle armi chimiche possedute da Assad.

Francesco, che aveva scritto a Putin lo scorso settembre, alla vigilia del G20 di San Pietroburgo, riconosce il ruolo di Mosca sulla scena mondiale e il suo contributo per la soluzione dei conflitti. Da parte sua, il leader russo è interessato a presentarsi come un protettore dei cristiani in Medio Oriente. Nell’agenda dei colloqui ci saranno soprattutto la situazione internazionale, la Siria, l’Iraq e la Terra Santa: Putin vuole ringraziare Francesco per l’impegno della Santa Sede in favore della pace e non mancherà un giro d’orizzonte sulla situazione delle comunità cristiane minacciate dal fondamentalismo.

Ma il primo incontro tra il Papa argentino e il Presidente russo potrebbe avere conseguenze anche nei rapporti tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa russa. La prospettiva di un incontro tra Francesco e il Patriarca di tutte le Russie Kirill appare oggi maggiormente percorribile, sia per la provenienza del nuovo Papa, sia per la sottolineatura che fin dall’inizio del pontificato ha posto sul suo essere vescovo di Roma insistendo sulla necessità che la Chiesa cattolica impari la collegialità da quella ortodossa. Un Papa meno identificato con l’Occidente e meno associabile a strategie di proselitismo cattolico in terra russa potrebbe avere più facile accesso a Mosca.

Il «ministro degli Esteri» del patriarcato russo, Hilarion Alfeyev, ha spiegato nei giorni scorsi che «in questo momento non stiamo ancora parlando di una visita in Russia del Pontefice, ma della possibilità di un incontro tra il Papa e il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie in un Paese neutro». Mentre Kirill, ricevendo a Mosca una delegazione guidata dal cardinale di Milano Angelo Scola, ha detto che «mai come oggi le nostre Chiese hanno avuto tante cose in comune», manifestando il suo plauso per l’azione di Papa Francesco e auspicando che «i nostri dissapori storici cessino di svolgere un ruolo critico» (…)