Coronavirus, gente (tanta) che l’aiuta: 5.000 multe, 50 positivi a spasso, runner…

di Lucio Fero
Pubblicato il 30 Marzo 2020 9:42 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2020 9:42
Coronavirus Italia, gente (tanta) che l'aiuta: 5.000 multe, 50 positivi a spasso, runner...

Coronavirus, gente (tanta) che l’aiuta: 5.000 multe, 50 positivi a spasso, runner… (foto Ansa)

ROMA – Coronavirus, gente (tanta) che collabora, collabora con il virus. E nessuno di questa tanta e non tanto brava gente può dire, ripararsi dietro un non sapevo, non ero stato informato, non avevo capito. 

Dopo venti giorni di obbligo a restare a casa il più possibile di gente per nulla brava gente in giro ce n’è tanta. Un po’, solo un po’ di questa non brava gente viene intercettata e multata. Picco di multe sabato (cinquemila) e sorpresa del fine settimana: ben cinquanta positivi al virus, cinquanta malati, cinquanta contagiosi che sapevano se ne andavano a spasso, a prendere aria e sole. Cinquanta quelli fermati e identificati. Esagerato chiamarli untori?

Qualcuno si bea e si consola esponendo le cifre: in percentuale sui controlli quelli che sono in strada a far danno al prossimo, quelli che girano fuori regola sono tra l’uno e il due per cento. Percentuale minima si dice. Bugia pietosa. Pietosa e molesta. Carabinieri e Polizia e Polizia Municipale multano solo una parte minima di coloro che non stanno a casa il più possibile. Una parte minima di questa non brava gente viene multata.

Il più delle volte gli uomini e le donne in divisa cortesemente chiedono il motivo per cui si è in giro e la cosa si conclude con un gentile invito a tornare a casa. Questo corretto agire da parte delle Forze dell’Ordine viene maldestramente utilizzato per dire che solo pochi fanno il comodo loro e se ne fregano del prossimo.

Purtroppo non è così: molti vanno a fare la spesa una, due volte al giorno. Ovviamente nessuno di questi è multato. Molti allargano e allungano la loro passeggiata, facendola diventare lunga chilometri e larga un’ora o due. Molti scendono in strada a farsi la corsetta e la la corsona. Accampano: ma se io corro da solo, che problema c’è? C’è il problema che quell’uno è solo in strada perché gli altri stanno a casa. Facessero tutti come lui, non sarebbe per nulla solo. Ma questo ovvio pensiero non compare nel pensare di tanta gente. E non mancano quelli della corsa in gruppo, magari familiare.

Tutta, tanta gente non tanto brava. Gente che allunga il tempo in cui dovranno stare a casa quelli che a casa ci stanno davvero. Non l’uno o due per cento di noi, quelli sono i multati. Vanno moltiplicati per dieci per avere la vera percentuale di quelli che girano, più o meno la stessa moltiplicazione che va fatta tra contagiati emersi e contagiati non registrati. Solo una coincidenza, per carità. Nessun rapporto epidemiologico, però una cosa è certa: ci sono cittadini che collaborano…con coronavirus.