Stazione Terapia Intensiva: treno non vaccinati ferma 23,2 volte, treno vaccinati solo una. Stazione Terapia Intensiva: treno non vaccinati ferma 23,2 volte, treno vaccinati solo una.

Stazione Terapia Intensiva: treno non vaccinati ferma 23,2 volte, treno vaccinati solo una.

Istituto Superiore di Sanità ha elaborato e diffuso un grafico di evidente e immediata comprensione (l’ha mostrato in conferenza stampa anche il ministro Speranza). Il grafico evidenzia, dopo averli contati, quanti cittadini finiscono purtroppo in Terapia Intensiva dopo aver contratto il Covid. Il mese di riferimento è quello che va dal 12 novembre al 12 dicembre 2021. Immaginiamo che la Terapia Intensiva sia una stazione, quali “treni” e quante volte fermano lì?

Treno vaccinati con tre dosi

Fatta base centomila l’immaginario treno che trasporta passeggeri vaccinati con tre dosi raggiunge e ferma nella stazione Terapia Intensiva 0,9 volte. Meno di una su centomila.

Treno vaccinati con due dosi, la seconda da meno di quattro mesi

Fatta sempre base centomila, l’immaginario treno con a bordo vaccinati con solo due dosi ma la seconda fatta da meno di quattro mesi (quindi ancora recente) ferma nella stazione Terapia Intensiva una volta.

Treno vaccinati con due dosi, la seconda da più di quattro mesi

Base centomila, treno vaccinati con due dosi, la seconda però da più di quattro mesi, quindi con effetto protezione sensibilmente diminuito, ferma Stazione Intensiva 1,5 volte. Non piccolo l’aumento rispetto ai vaccinati con tre dosi o solo due ma la seconda assunta di recente: di fatto circa il 50 per cento.

Treno non vaccinati

Base centomila, il treno con a bordo i cittadini non vaccinati ferma nella Stazione Terapia Intensiva 23,2 volte. Il divario è enorme e lampante: 23 a 1. I non vaccinati scelgono di viaggiare su un treno che, se contagiati, li porta alla stazione Terapia Intensiva 23 volte più spesso di quanto non accada ai vaccinati. Il non vaccinarsi è una scelta che comporta anche l’acquisto di un  biglietto di una maledetta Lotteria che , se estratto, porta in ospedale, in rianimazione e non di rado anche peggio. 

Vaccinazione atto sociale e collettivo

Non è immediata e corale la consapevolezza di come la vaccinazione non sia un atto individuale di cura di se stessi. La vaccinazione è una profilassi invece di massa, la vaccinazione funziona su una popolazione tanto più quanto alta è la percentuale della popolazione che si vaccina. Il non vaccinarsi è un chiamarsi fuori dalla tutela della salute pubblica. Ma, anche volendo omettere, ignorare o respingere questa responsabilità sociale, il non vaccinato sceglie un rischio pesante, pesante 23 volte più di quello che corre il vaccinato. E purtroppo non sono solo fatti e danni suoi, come ha calcolato e comunicato il premier spagnolo, come ormai si può calcolare anche da noi, la mortalità da Covid per chi è vaccinato con tre dosi è delle dimensioni di quella per influenza. Il che non vuol dire che il Covid sia un’influenza, ma attesta e testimonia che il Covid è una malattia tanto più grave in ospedale e nella società quanto più sono e restano i non vaccinati.

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