Variante Delta sintomi che ingannano: febbre e tosse poco o nulla. Mascherina quindi in tasca

di Lucio Fero
Pubblicato il 21 Giugno 2021 8:59 | Ultimo aggiornamento: 21 Giugno 2021 8:59
Variante Delta sintomi che ingannano: febbre e tosse poco o nulla. Mascherina quindi in tasca

Variante Delta sintomi che ingannano: febbre e tosse poco o nulla. Mascherina quindi in tasca (Foto d’archivio Ansa)

Variante Delta: ufficialmente presente in Italia al 4 per cento dei contagi accertati, c’è però chi stima sia già al 20 per cento, stima che prova a calcolare anche il differenziale di tracciamento, cioè la scarsa percentuale con cui in Italia si sottopongono ad analisi i singoli contagi alla ricerca appunto delle varianti (da noi circa nel 5 per cento dei casi, altrove in percentuali doppie o triple).

Quattro o venti per cento che sia, è ipotizzabile che la variante Delta progressivamente guadagnerà percentuali di contagio. Perché è stimata più contagiosa di circa il 60 per cento rispetto alla variante Alfa (ex inglese). E perché potrà avvalersi di due alleati: l’estate degli umani e i sintomi con cui si manifesta. O meglio si cela.

Variante Delta: sintomi che la nascondono

Gianni Rezza li ha elencati con chiarezza e li ha messi in fila. Primo e più diffuso sintomo della variante Delta: naso che cola. Secondo sintomo per frequenza con cui si manifesta: mal di gola. Terzo sintomo in ordine di frequenza: mal di testa. Febbre solo quarto sintomo. Tosse solo quinto sintomo.

Insomma una scala rovesciata rispetto alla sintomatologia che ormai tutti associamo al Covid. L’allarme scattava con la febbre e la tosse e la conferma indiscutibile arrivava con la perdita di gusto e olfatto. Con la variante Delta invece febbre e tosse poco o niente, quindi i segnali di allarme non scattano. E quasi non si segnala con variante Delta il sintomo di perdita di gusto e olfatto.

Naso che cola e mal di gola i primi e principali sintomi con cui si manifesta variante Delta. Di fatto, più che manifestarsi, variante Delta si cela all’inizio sotto la sintomatologia di un raffreddore, fino al mal di testa chi ne è contagiato non ne sospetta l’arrivo. 

L’incrocio con l’estate

Variante Delta arriva in Italia in incrocio temporale con l’estate. L’estate nella quale la psicologia e la percezione collettiva stimano la pandemia agonizzante se non addirittura scomparsa. L’estate, stagione in cui ci si sente più sicuri. L’estate, stagione in cui comprensibilmente e giustamente va a cadere l’obbligo ad indossare la mascherina all’aperto (tanti italiani l’hanno già dismessa).

L’incrocio tra estate e variante Delta dovrebbe portare tutti noi a toglierla sì la mascherina dal volto quando si è al mare o in montagna o in spazi aperti ma ad averla in tasca la mascherina per rimetterla quando si è in fila per il gelato, la pizza, il caffè. Nei luoghi chiusi e quando c’è tanta gente la mascherina dalla tasca deve tornare sul volto.

Dopo un’estate in cui abbiamo sbagliato tutto come quella 2020 e con variante Delta che si fa l’estate con noi lo capiremo? Metteremo via la mascherina dal volto per metterla in tasca e rimetterla quando serve? Ogni scettiscismo è fondato, ogni sperare è…salutare.