Etna: rischio di eruzioni a bassa quota. E se lo dice l’Ingv…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Dicembre 2018 9:20 | Ultimo aggiornamento: 27 Dicembre 2018 10:12
Etna: rischio di eruzioni anche a bassa quota. E se lo dice l'Ingv...

Etna: rischio di eruzioni a bassa quota. E se lo dice l’Ingv… (foto Ansa)

CATANIA – Etna, rischio di eruzioni a bassa quota: non è il solito apocalittico allarme di qualche presunto scienziato spuntato all’ora della tragedia. Lo dice l’Ingv, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Cioè il soggetto più accreditato a parlare (almeno in Italia) quando si tratta di terremoti e eruzioni vulcaniche. Se si avverasse davvero, potrebbe portare a conseguenze molto più catastrofiche del terremoto che ha spaventato tanto la zona di Catania ma che fortunatamente non ha fatto vittime. Se si avverasse davvero, la lava travolgerebbe con la sua furia tutti i centri abitati alle pendici del vulcano.

“Non si può escludere un’apertura di bocche a quote minori da dove si sono aperte adesso, in particolare modo nella zona di Piano del Vescovo a sud della Valle del Bove. Se ci riuscirà, non lo sappiamo. Stiamo potenziando i sistemi di rilevamento sismici e Gps della deformazione del suolo in quella zona”. Lo ha affermato il direttore dell’Ingv di Catania, Eugenio Privitera, sul terremoto di magnitudo 4.8 della notte di Santo Stefano.

“La forte sismicità – ha aggiunto – non ci lascia tranquilli. Vediamo come evolverà. Il terremoto è un evento singolo. La situazione ricorda quella dell’ottobre del 1984 che provocò un morto a Zafferana Etnea: è sempre la faglia di Fiandaca, che quando si muove è pericolosa”.

“Non ci sono relazioni tra l’Etna e lo Stromboli perché appartengono a due contesti geodinamici diversi e hanno sistemi di alimentazioni separate. Siccome sono due vulcani molto attivi è alta la probabilità di una fase eruttiva nello stesso tempo, ma è puramente casuale. E inoltre, in questo momento, non è in eruzione, ma è soltanto cambiato il livello di allerta”, ha aggiunto Privitera.