“Facciamo chiudere tutti gli stadi”, le Curve si alleano contro il “razzismo territoriale”. E i club…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Ottobre 2013 10:13 | Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2013 10:13
"Napoli colera", lo striscione provocatorio dei tifosi partenopei

“Napoli colera”, lo striscione provocatorio dei tifosi partenopei

MILANO – “Facciamo chiudere tutti gli stadi”, la Curva Nord dell’Inter esprime solidarietà ai tifosi del Milan e  ai tifosi del Napoli (che hanno esposto lo striscione “Napoli Colera” per protestare contro le attuali sanzioni): “Siamo pronti e auspichiamo che tutte le curve facciano cori discriminanti per arrivare ad una domenica di totale chiusura degli stadi”. La partita a porte chiuse inflitta al Milan per i cori dei suoi tifosi contro i napoletani ha creato un nuovo fronte.

L’iniziativa è per protestare contro le sanzioni per i cori territoriali, razzisti o meno. La Curva Sud del Milan, nella notte, si è difesa:

“Benvenuti – inizia il comunicato – nel Paese dove la goliardia e lo sfottò sono motivi di sanzioni che limitano la libertà. In Italia si assiste in questi giorni alla messa in atto di una ridicola interpretazione della legge che ci rende i protagonisti di un attacco insensato e ingiustificabile. E proprio nel weekend in cui la tifoseria napoletana celebra, con notevole senso di mentalità e autoironia il fattaccio (la nostra curva è stata chiusa) sfidando di fatto i sedicenti esperti e facendo loro vedere quanto false e ridicole siano queste accuse”.

Lotito, presidente della Lazio, difende i club: “Se migliaia di persone assumono un comportamento di un certo tipo è giusto che vada censurato – sostiene Lotito -, Ma 20/30 persone non rappresentano la tifoseria: bisogna distinguere i tifosi-delinquenti dai delinquenti-tifosi. Non possiamo vietare ai tifosi di proferire parola, le società non hanno i mezzi per prevenire il fenomeno – conclude -. Inoltre, chi rileva i cori? Nel caso della Lazio i rappresentanti di un’associazione chiamata Fare (Football against racism in Europe). Ma chi dice che le rilevazioni del Fare sono tali da giustificare la chiusura dello stadio? È la devianza di questo sistema”.

Le possibiltà di cambiare la normativa sono molto scarse, in quanto, come spiega Abete, “se è’ opportuno riflettere sulle modalità applicative, il quadro delineato è frutto di un sistema di contrasto recepito a livello internazionale”.