Baglioni telefona a Salvini: pace fatta. Vuole Sanremo anche nel 2020?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 gennaio 2019 10:16 | Ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2019 10:16
Baglioni telefona a Salvini: pace fatta. Vuole Sanremo anche nel 2020?

Baglioni telefona a Salvini: pace fatta. Vuole Sanremo anche nel 2020? (Foto Ansa)

ROMA – Pace fatta tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini e Claudio Baglioni, il direttore artistico del Festival di Sanremo. Ma quella del cantante è stata una telefonata conciliatrice di facciata oppure una mossa per restare all’Ariston anche nel 2020? A quanto apprende l’Adnkronos infatti, il vicepremier e il cantante e conduttore della kermesse canora si sono sentiti al telefono giovedì scorso chiarendo i dissapori nati tra i due dopo che Baglioni, nel corso della conferenza stampa di presentazione del Festival, aveva criticato le politiche sull’immigrazione del ministro leghista. Critiche alle quali Salvini aveva replicato su twitter scrivendo: “Canta che ti passa, lascia che di sicurezza, immigrazione e terrorismo si occupi chi ha il diritto e il dovere di farlo”.

Una telefonata che, stando a quanto scrive Dagospia, non sarebbe però partita da Salvini, ma proprio da Baglioni che avrebbe chiamato più volte il leader della Lega prima di ricevere una risposta. Come scrive TvBlog infatti è stato Baglioni (forse consigliato dal manager Ferdinando Salzano) a chiedere un chiarimento con Salvini, con tutto che il contenuto di questa telefonata al momento risulta riservato. Una mossa per ingraziarsi Salvini in vista del Festival 2020? Sarebbe una edizione molto importante che festeggerà i 70 anni della più importante kermesse canora italiana.

Poco importa. C’è stato comunque un “chiarimento” tra i due. Una telefonata dai toni cordiali e l'”incidente” è stato lasciato alle spalle. All’origine della querelle, e frasi del direttore artistico del festival di Sanremo che aveva criticato le misure adottate in tema di migranti dall’attuale governo e dai precedenti, ritenute “non all’altezza della situazione”. “Se la questione fosse stata presa in considerazione anni fa, non si sarebbe arrivati a questo punto”, aveva detto Baglioni, aggiungendo anche che “ci sono milioni di persone in movimento, non si può pensare di risolvere il problema evitando lo sbarco di 40-50 persone, siamo alla farsa”. Il ministro non aveva gradito e via Twitter era arrivata la risposta piccata: “Canta che ti passa, lascia che di sicurezza, immigrazione e terrorismo si occupi chi ha il diritto e il dovere di farlo”.