YOUTUBE La Gabbia: “Islam comanda a Tor Pignattara”, ma…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Novembre 2015 12:44 | Ultimo aggiornamento: 23 Novembre 2015 12:44
La Gabbia: "Islam comanda a Tor Pignattara", ma...

Il servizio de La Gabbia

ROMA – La Gabbia, nella puntata di mercoledì 18 novembre, ha mandato in onda un servizio tv sul quartiere di Tor Pignattara, zona est di Roma, con un titolo molto eloquente: “A Tor Pignattara comanda l’Islam”.

Il video mostra l’intolleranza dei suoi cittadini che non sopportano più la maleducazione dei vicini musulmani. Ma c’è un problema. Il servizio de La Gabbia, mandato in onda pochi giorni dopo la strage di Parigi, è stato montato con alcune immagini e interviste di qualche mese fa. Per la precisione, l’11 gennaio. Pochi giorni dopo la strage di Charlie Hebdo, sempre a Parigi.

Lo scopo era quello di far capire che anche nella Capitale d’Italia c’è un quartiere pronto ad esplodere, una sorta di Saint Denis da dove, prima o poi, potrebbero uscire i terroristi dell’Isis nostrani. L’unica novità è un piccolo spezzone girato con la telecamera nascosta nel quale un anonimo “musulmano” minaccerebbe l’Italia e gli infedeli.

Ma c’è davvero questo pericolo invasione islamica a Tor Pignattara? Secondo alcuni abitanti del quartiere sì, per molti altri invece le cose non stanno come le ha raccontate La Gabbia (come mostrano alcuni commenti sui social e qui sotto allegati).

Monica Raucci, la giornalista autrice dell’inchiesta, venuta a conoscenza delle critiche piovutele addosso dopo l’ennesima messa in onda del servizio, ha voluto fare una precisazione in un post su Facebook nel quale spiega che il senso del suo servizio è stato frainteso ma al tempo stesso fa una “dura autocritica” perché il pezzo si prestava ad una lettura di tipo razzista.

Mi sono piovute diverse critiche e osservazioni da parte di colleghi che stimo per questo pezzo. Ci ho pensato a lungo, non condivido tutto, ma devo fare autocritica dura. Non avrei mai voluto far passare l’ idea che tutti i musulmani sono integralisti e appoggiano l’ Isis, anzi, io la penso in maniera esattamente opposta. E cercavo solo di raccontare le voci di coloro che non condannano apertamente e una convivenza che non per tutti, ma per molti, li e’ difficile. Ma il mio pezzo è stato letto da troppe persone come un’ accusa a tutto il mondo musulmano e mi scuso molto. Evidentemente si prestava facilmente a questa lettura e allora ho fatto un errore grave e me ne assumo la completa e unica responsabilita. Posso assicurarvi che non l’ ho fatto in malafede. Ma non è una giustificazione. Ringrazio tutti i colleghi per avermi fatto riflettere.