Caduta dei capelli in autunno, perché succede proprio adesso e quando bisogna preoccuparsi (blitzquotidiano.it)
È ottobre e improvvisamente la spazzola sembra piena di capelli, il lavandino si riempie dopo lo shampoo e sul cuscino se ne trovano più del solito. La domanda è quasi inevitabile: è davvero normale perdere più capelli in autunno oppure c’è qualcosa che non va?
Una certa variazione stagionale della caduta dei capelli è stata osservata e alcuni studi hanno rilevato un aumento dello shedding tra l’estate e l’inizio dell’autunno. Ma non tutto ciò che accade in questo periodo può essere liquidato come una semplice “caduta stagionale”.
Dietro una maggiore quantità di capelli persi possono esserci infatti stress, malattie avute nei mesi precedenti, cambiamenti alimentari, dimagrimento, carenze nutrizionali, farmaci o condizioni dermatologiche. E proprio per questo è importante capire la differenza tra shedding temporaneo e vera alopecia.
Partiamo da un dato che può tranquillizzare. Secondo l’American Academy of Dermatology, è normale perdere mediamente tra 50 e 100 capelli al giorno. I capelli infatti non crescono tutti contemporaneamente: mentre alcuni si trovano nella fase di crescita, altri arrivano alla fine del loro ciclo e vengono eliminati.
Il numero, però, non deve essere preso come una soglia rigida. Una persona con capelli molto lunghi o molto folti può avere l’impressione di perderne tantissimi durante il lavaggio semplicemente perché i capelli caduti nei giorni precedenti rimangono intrappolati nella chioma e vengono eliminati tutti insieme.
Al contrario, una riduzione progressiva della densità, una riga che diventa più larga o una coda di cavallo sempre più sottile possono indicare un problema diverso dalla normale caduta.
Il ciclo del capello è composto da diverse fasi. La maggior parte dei capelli del cuoio capelluto si trova normalmente nella fase di crescita, chiamata anagen. A questa segue una fase di transizione e poi quella di riposo, chiamata telogen.
Quando il capello arriva alla fine del suo ciclo, cade e il follicolo può iniziare un nuovo ciclo. Alcune ricerche hanno osservato una maggiore frequenza di telogen effluvium nei mesi compresi tra luglio e ottobre. Una delle ipotesi è che l’esposizione alla radiazione ultravioletta durante l’estate possa contribuire a modificare il ciclo del capello, con una manifestazione della caduta alcuni mesi dopo.
Questo potrebbe contribuire a spiegare perché molte persone notano il fenomeno proprio tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.
Ma non significa che esista una sorta di “muta autunnale” umana paragonabile a quella di alcuni animali. La stagionalità del capello umano è molto meno netta e il fenomeno può essere influenzato da numerosi altri fattori.
Quando la caduta aumenta improvvisamente e in modo diffuso, una delle condizioni che il dermatologo può prendere in considerazione è il telogen effluvium.
Si tratta di una forma di caduta non cicatriziale nella quale un numero maggiore di follicoli entra nella fase telogen, quella di riposo, e successivamente il capello viene perso.
Una nuova revisione pubblicata nell’ottobre 2026 sul Cleveland Clinic Journal of Medicine descrive il telogen effluvium come una condizione generalmente temporanea e reversibile, che può comparire dopo diversi tipi di stress fisico o psicologico.
Il punto interessante è che spesso la causa non coincide con il momento in cui vediamo cadere i capelli.
Il telogen effluvium può infatti comparire dopo un intervallo di alcuni mesi rispetto all’evento che ha provocato lo spostamento del ciclo dei capelli.
Tra i fattori associati al telogen effluvium ci sono febbre elevata, malattie, interventi chirurgici, parto, stress importante, alcune terapie farmacologiche e cambiamenti nutrizionali. Anche una perdita di peso significativa può rappresentare uno stimolo per il ciclo del capello.
Questo significa che una persona potrebbe accorgersi di una forte caduta a ottobre e collegarla immediatamente al cambio di stagione, quando in realtà il fattore scatenante potrebbe essere avvenuto settimane o mesi prima.
Per questo, quando un dermatologo valuta una caduta improvvisa, non guarda soltanto quello che è successo nelle ultime settimane, ma ricostruisce la storia recente della persona.
L’alimentazione è un altro elemento da non sottovalutare. Una forte restrizione calorica o una dieta squilibrata possono favorire una caduta dei capelli, soprattutto quando comportano un apporto insufficiente di nutrienti importanti. Le revisioni sul telogen effluvium hanno collegato il fenomeno anche a restrizioni caloriche severe e a carenze di alcuni nutrienti.
Questo non significa che ogni persona che segue una dieta dimagrante perderà i capelli.
Il problema riguarda soprattutto dimagrimenti rapidi, restrizioni importanti o alimentazioni non adeguatamente bilanciate.
Ed è un motivo in più per evitare il fai-da-te quando la caduta diventa evidente: assumere integratori “per capelli” senza sapere quale sia il problema non è necessariamente utile.
L’American Academy of Dermatology avverte infatti che assumere quantità eccessive di alcuni nutrienti attraverso gli integratori può addirittura peggiorare la caduta.
Non esiste un singolo segnale che permetta di stabilirlo a casa, ma ci sono alcune differenze importanti. Quando si tratta soprattutto di shedding, si nota una maggiore quantità di capelli che cadono durante la doccia, sulla spazzola o sul cuscino. La densità complessiva della chioma può però rimanere relativamente stabile.
Quando invece compare una vera perdita di densità, possono diventare progressivamente più visibili la riga centrale o il cuoio capelluto, la coda può apparire più sottile oppure possono comparire zone nettamente meno folte.
Anche la comparsa improvvisa di una zona completamente priva di capelli è un segnale diverso e merita una valutazione medica.
La raccomandazione degli esperti è di non aspettare troppo quando la caduta è importante o persistente. È particolarmente opportuno chiedere una valutazione se:
L’American Academy of Dermatology sottolinea che individuare precocemente la causa della perdita può aumentare le possibilità di intervenire efficacemente.
In questi casi il telogen effluvium è una delle possibilità. La buona notizia è che, quando viene eliminato il fattore scatenante, la condizione può essere temporanea e il ciclo di crescita può progressivamente tornare alla normalità. La revisione pubblicata proprio nei giorni scorsi ribadisce che il telogen effluvium è generalmente reversibile, anche se la ricrescita richiede tempo.
Questo è importante perché il capello non può “recuperare” dall’oggi al domani.
Anche quando il follicolo ha ripreso la propria attività, possono essere necessari mesi prima che la nuova crescita diventi evidente a occhio nudo.
Di fronte a una caduta improvvisa, la tentazione è spesso quella di comprare immediatamente uno shampoo anticaduta, una fiala o un integratore. Ma il problema è che la caduta dei capelli non ha una sola causa.
L’American Academy of Dermatology sottolinea proprio questo punto: prima di scegliere un trattamento è importante capire perché i capelli stanno cadendo. Alcune forme possono rispondere a trattamenti specifici, mentre altre richiedono semplicemente la rimozione o la gestione del fattore scatenante.
Anche il dermatologo, in base alla storia e all’esame del cuoio capelluto, può decidere se siano necessari ulteriori accertamenti.
Può succedere, ma non bisogna dare per scontato che ogni caduta autunnale sia “normale”.
Una certa componente stagionale è stata osservata e potrebbe contribuire all’aumento dello shedding tra estate e autunno. Ma una caduta importante può essere anche il risultato di ciò che è accaduto al corpo nei mesi precedenti: una malattia, un periodo di stress, un dimagrimento significativo, un cambiamento alimentare o altri fattori.
La distinzione più importante, quindi, non è tra estate e autunno, ma tra una normale variazione del ciclo del capello e una perdita di densità che continua, peggiora o presenta caratteristiche insolite. Ottobre può essere il mese in cui ce ne accorgiamo. Non necessariamente quello in cui è iniziato il problema.