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Threat Hunting Report 2026: 200mila attacchi ai dati aziendali ogni 2 minuti

Duecentomila richieste inviate contro strumenti aziendali di intelligenza artificiale in due minuti, l’88% delle vulnerabilità sfruttate entro quarantotto ore e archivi violati in meno di cinque minuti. Il Threat Hunting Report 2026, diffuso dalla compagnia di sicurezza CrowdStrike, ha quantificato l’accelerazione impressa dall’IA al crimine digitale globale. Il monitoraggio, condotto su oltre duecentonovanta gruppi ostili, ha rilevato che gli attacchi degli hacker generati da agenti automatizzati crescono a un ritmo 2,5 volte superiore rispetto alle attività umane. Si tratta di programmi malevoli automatizzati, che riescono a individuare le falle informatiche e a colpire di conseguenza, senza un continuo input umano.

“Attacchi aumentati del 171%”

Specifici attori di matrice cinese, identificati come Vault Panda e Genesis Panda, hanno dimostrato la capacità di lanciare attacchi mirati entro sole 24 ore dalla scoperta di una falla di sicurezza. La minaccia si estende alle infrastrutture esterne, con gli ambienti cloud che registrano nel 2026 un aumento delle offensive del 171% finalizzate al furto di credenziali, all’esfiltrazione di dati e all’abuso di modelli linguistici.

Per i ricercatori, il gruppo nordcoreano Stardust Chollima ha compromesso 131 piattaforme IA ritenute sicure, eludendo con sempre maggiore frequenza le difese per l’autenticazione. L’efficienza operativa raggiunta dai criminali è sintetizzata dalle tempistiche del gruppo Snarky Spider, capace di sottrarre informazioni riservate da un’applicazione in meno di cinque minuti dalla compromissione iniziale dell’account. CrowdStrike ha quindi evidenziato l’urgenza per le organizzazioni di implementare tecnologie difensive, basate a loro volta sull’IA, capaci di operare alla medesima velocità imposta da chi attacca.

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Giuseppe Avico