Dopo Berlusconi ora le promesse di Enrico Letta? Reddito minimo, cuneo, fisco…

Pubblicato il 4 ottobre 2013 7:26 | Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2013 7:44
Dopo Berlusconi ora le promesse di Enrico Letta? Reddito minimo, cuneo, fisco...

Enrico Letta: dopo Berlusconi, ora è il momento delle sue promesse?

Perché i mercati internazionali non si fidano di Enrico Letta e dubitano che sia capace di rimettere in carreggiata l’Italia?

Perché non sembra che nel programma di Letta ci sia nulla di quel che chiedono i mercati, i quali sono sotto l’impressione che, finito il momento delle promesse di Berlusconi, sia ora arrivato quello delle promesse di Letta, come nota Stefano Feltri sul Fatto.

Questi sono alcuni degli indizi:

1 Letta ha anticipato che, nella legge di Stabilità, ci sarà anche il “sostegno all’inclusione attiva” pensato dal ministro del Welfare Enrico Giovannini, un aiuto alle famiglie più povere che ricorda il reddito minimo di cittadinanza chiesto dal Movimento Cinque Stelle di  Beppe Grillo, al costo di 1,5 miliardi all’anno per cominciare, poi 7-8 all’anno, da trovare con una riforma (non semplice) delle altre agevolazioni fiscali.

2. Non è chiaro da dove arriveranno i soldi per

– il pagamento di tutti gli arretrati della pubblica amministrazione (a oggi sono stati erogati 12 miliardi su circa 100),

– potenziamento dell’Ace, l’Agevolazione alla crescita economica (incentivi fiscali alle imprese) voluta da Mario Monti.

3. Non è chiaro da dove arriveranno i soldi per il taglio del cuneo fiscale nella legge di Stabilità: “Più soldi in busta paga per il dipendente, più margini di competitività per le imprese, riattivazione della domanda interna”. Si tratta di un intervento da almeno 3-4 miliardi (una tantum, si suppone) che ricorda quello del governo Prodi nel 2007.

Questo a prescindere dal fatto che l’Iva è stata aumentata e così resterà: “per il 2013 non c’è più nulla da fare, sull’anno prossimo si vedrà. Si va verso uno spostamento dei beni tra aliquote, alcuni passeranno da quella minima alla massima e viceversa, ma è comunque previsto un maggior gettito di 4 miliardi all’anno”.

Quanto alla Imu è assai probabile che la seconda rata, 2,4 miliardi, si pagherà.

Scrive Stefano Feltri:

“Con il Pdl frantumato e Berlusconi che ha già annunciato di votare la legge di Stabilità, sembra destinata a passare la linea del Pd, più volte ribadita dal viceministro Stefano Fassina: esenzione sì, ma non per tutti. Lo sconto ci sarà soltanto per i redditi bassi, nei prossimi giorni si capiranno i dettagli”.

Perplessità suscita lo slogan propagandistico di Letta: “Grazie al nostro governo gli italiani hanno pagato, in questi cinque mesi, meno tasse rispetto al previsto per oltre 3 miliardi di euro”.

Scrive Feltri:

“Non si capisce bene di che parla Letta, visto che nel 2013 la pressione fiscale salirà dal 44 al 44,3 per cento, le entrate da 753,4 a 758,8 miliardi. L’unica possibilità è che si riferisca all’Imu, sospesa proprio grazie a Berlusconi”.

I mercati finanziari, che

“vivono alla giornata, per il momento si accontentano. La bonaccia è, come sempre, merito più della Bce di Mario Draghi che delle convulsioni politiche italiane, ormai difficili da decodificare per gli analisti delle banche d’affari. “Il messaggio che i mercati inviano all’Italia e agli altri Paesi in situazioni politiche instabili è chiaro: stabilità e riforme”, ha detto Draghi.

“Ma i mercati si sono eccitati di più perché ha lasciato intravedere nuove operazioni di finanziamento agevolato alle banche. Fiumi di euro che dovrebbero tenere basso il costo del debito anche per l’Italia”.