“Francesca Pascale lesbica”: insulto? omofobia? e la pari dignità sessuale?

"Francesca Pascale lesbica": insulto e omofobia dirlo ma anche offendersi
Francesca Pascale e Michelle Bonev: solo bci innocenti?

Lesbica è un insulto? La polemica scatenatasi dopo la rivelazione di Michelle Bonev, ex protetta di Berlusconi, secondo la quale Francesca Pascale, attuale fidanzata in carica dello stesso Berlusconi, sarebbe lesbica, apre la strada a dubbi e perlessità.

Dare a una donna della lesbica è un insulto? Costituisce un caso di omofobia? Prendersela perché dicono che sei lesbica è un caso di omofobia esso pure, visto che attribuire un connotato negativo a una inclinazione sessuale viola il principio che vuole pari dignità per tutte le inclinazioni sessuali? 

Un principio, c’è da dire, prima morale che giuridico, anche se la legge contro l’omofobia è stata approvata dalla Camera e è in attesa al Senato.

Oppure anche nella definizione di omosessualità gli uomini valgono più delle donne, per cui dare a un uomo del gay è omofobia, dare a una donna della gay è insulto?

Stupisce anzi che finora nessuno del mondo gay abbia reagito.

Ricostruiamo le parole di Michelle Bonev:

Francesca Pascale è lesbica. Io sono stata con lei”.

La Bonev non lo dice per offendere sulla sessualità della Pascale ma per negare la sincerità dei sentimenti “femminili” della Pascale verso Berlusconi. Lo fa certamente mossa da rancore, perché è stata esclusa dal cerchio magico di Berlusconi dopo che milioni di euro delle nostre tasse vennero spesi per un suo film, un ministro del calibro politico di Giancarlo Galan si prosternò in mondo visione sul tappeto rosso di Venezia, un altro ministro, giustamente delle pari opportunità, si commosse per lei.

Resta il fatto che dire:

Francesca Pascale è lesbica. Io sono stata con lei”

Non sembra valere 10 milioni di euro di danni. Invece su questo si sono scatenati tutti, anche quelle che, pochi anni fa, si commuovevano degli exploits artistici della Bonev e la premiavano a Venezia.

ha detto la Bonev a Servizio Pubblico di Michele Santoro.

La reazione di Berlusconi appare spropositata, proprio quella di un vecchio che ha perso il controllo e è interamente nelle mani della giovane donna. Riferisce il Fatto che Berlusconi è arrivato a invitare per un caffè, segno dell’emergenza,

Giovanni Toti, direttore di Tg4 e Studio Aperto , forse il giornalista di Mediaset più apprezzato dal Cavaliere in questo momento. La preoccupazione di Silvio, oltre i segreti che custodisce e può svelare la Bonev, era concentrata su Francesca”.

Forse non c’è correlazione, fatto sta che poi Toti ha letto un editoriale al Tg4 e l’ha dedicato, soprattutto, a lei: “In uno show televisivo, abbiamo sentito una gentile signora, dire, ripetere, spiegare, accusare una ragazza, Francesca Pascale, di essere lesbica. La Pascale, giustamente indignata, pare voglia querelare la signora in questione e chiedere i danni. Nessuno ha detto una parola per lei”.

Ma che c’era da dire? Che omosessuale e le declinazioni maschile e femminile del concetto sono parole infamanti?

La legge contro la omofobia non è stata votata dal Pdl: basta questo per considerare offensiva l’affermazione del diritto all’amore e alla propria sessualità, una delle poche cose non materiali che ci distingue dal Medio Evo?

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