Giallo di Bruino (Torino): Marina Patriti era sepolta nel giardino di casa dell’assassina

Pubblicato il 8 novembre 2010 16:28 | Ultimo aggiornamento: 8 novembre 2010 17:00

Una buca di circa mezzo metro scavata nella terra del giardino: questa è stata la tomba per otto mesi di Marina Patriti, la donna di Bruino (Torino) scomparsa il 18 febbraio scorso e trovata morta ieri sera.

L’ex amante di suo marito, Maria Teresa Crivellari, l’aveva sepolta con l’aiuto dei suoi complici (tre, tra cui suo figlio Alessandro) nel giardino di casa e contava di tenersela lì chissà fino a quando.

Per nascondere meglio, aveva fatto costruire un marciapiede di cemento e sopra ancora una terrapieno. L’ex amante e marito della vittima, Giacomo Bellorio, avrebbe però affermato, subito dopo il ritrovamento del cadavere, che proprio quel terrapieno lo aveva subito insospettito e ne aveva chiesto spiegazione alla Crivellari ricevendo come risposta che voleva costruire un dehor.

La tomba di Marina Petriti era stata scavata a fianco della porta laterale della casa della Crivellari, una villetta bi-familiare a due piani con i muri gialli. Al piano di sotto ci sono i locali adibiti a garage, al piano di sopra due appartamenti: uno abitato da Crivellari e figli e l’altro da tre giovani baristi che, ascoltati dagli investigatori, hanno dichiarato che non si sono mai accorti di nulla.

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