Migranti esigono paghetta di Stato. Sit in per denunciare…il ritardo!

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 febbraio 2018 13:27 | Ultimo aggiornamento: 22 febbraio 2018 14:29
Migranti a Roma esigono paghetta di Stato

Migranti esigono paghetta di Stato. Sit in per denunciare…il ritardo!

ROMA – Migranti, migranti in Italia che esigono in piazza, con apposito sit in, la paghetta di Stato. E che protestano, denunciano addirittura…il ritardo! Il ritardo nel pagare la “diaria” ai migranti denunciato come molestia. Migranti che da ospiti si trasformano in clienti insoddisfatti. Qualcuno, più d’uno, ha perso il senso del reale. Qualcuno, più d’uno, dovrebbe spiegare con parole chiare e con toni inequivocabili a quei  migranti e a tutti i  migranti che sono ospiti di uno Stato civile. E che gli ospiti hanno molti doveri prima ancora che diritti.

La vicenda comincia alle otto del mattino in un ex albergo in una delle periferie di Roma, circa 200 migranti ospiti della struttura gestita dalla Prefettura e dedicata all’accoglienza occupano lo stabile, fanno il gesto, la “mossa” di barricarsi dentro, si affacciano per un sit in in Largo Percassi. Non c’è violenza, la polizia arriva ma non deve faticare. I migranti stanno facendo soprattutto scena, magari per le televisioni. Non c’è violenza, neanche un po’. Ma prepotenza tanta. Così tanta che viene il dubbio qualcuno l’abbia raccontata storta ai migranti. Magari qualche membro male informato delle associazioni che si occupano di loro deve aver raccontato ai migranti che qui possono alzare la voce e ottenere.

Infatti i duecento che vogliono? Vogliono il pocket money, la paghetta di Stato e in particolare la ricarica dei cellulari. Vogliono i soldi o l’equivalente e, incredibile ma vero, protestano perché i soldi, la paghetta, non arriva puntuale. Protestano come fossero dipendenti cui non viene pagato lo stipendio, pensionati cui non arriva l’assegno mensile, creditori cui i debitori arrecano danno non pagando in tempo.

Protestano in nome di un diritto che non c’è, non sta scritto da nessuna parte. Uno Stato civile nella sua solidarietà internazionale accoglie, ospita, nutre e fornisce anche un po’ di soldi a chi è fuggito da altri paesi. Ma è civiltà, non obbligo. Questi migranti hanno confuso la civile generosità civile con un loro diritto che non c’è e non hanno alcun diritto di esigere. Molti di loro sono in attesa di valutazione in merito alla loro condizione di rifugiati o meno, insomma se debbano, possano restare in Italia o no. Ecco, il sit in per esigere la paghetta di Stato e protestare per il ritardo è un buon argomento per negare loro il restare qui da noi. Non per punirli ma perché hanno mostrato di volersi integrare solo…nell’approfittare del denaro pubblico.

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