400 kg di infiorescenze di marijuana sequestrati e sei denunciati a Palermo, ma è cannabis light: incostituzionale? (foto Ansa-Blitzquotidiano)
La Guardia di Finanza di Palermo ha sequestrato 400 chilogrammi di infiorescenze di marijuana. Un valore stimato di 2 milioni di euro, sei persone denunciate, eppure l’operazione antidroga, mentre risponde alla linea proibizionista introdotta dal governo in carica, corre il rischio di essere inutile, non giustificata. Per la buona ragione che potrebbe essere giudicata incostituzionale.
I denunciati, infatti, hanno regolarmente acquistato la merce, essendo imprenditori, cioè attivi nella coltivazione e commercio di canapa legale. Un pasticcio giuridico per il quale si attende una pronuncia della Corte Costituzionale, attesa per 21 ottobre.
I giudici dovranno esprimersi sulla legittimità costituzionale dell’articolo 18 del decreto sicurezza, approvato dal governo Meloni il 4 aprile del 2025, che vieta commercio e lavorazione della cannabis, anche quella senza principio attivo.
Il punto è proprio l’ultimo: se la merce in questione non ha effetti dopanti, cioè reca una soglia molto bassa di Thc, il principio attivo, perché vietarla? E infatti, ce ne siamo accorti tutti, i cannabis shop in città non abbassato le serrande.
I tribunali di Trani e Brindisi si sono quindi rivolti alla Corte Costituzionale: la legge impone il sequestro e la denuncia anche senza aver prima verificato il livello di Thc, a rischio poi di dover riconsegnare il prodotto. E’ intelligente, prima di essere costituzionale?