Cronaca

Airbus, allarme dei piloti: un piccolo componente potrebbe spegnere un motore in volo

Un piccolo componente meccanico presente nella cabina di pilotaggio degli Airbus sta facendo scattare l’allerta tra i piloti britannici. Il sindacato British Airline Pilots’ Association (Balpa) ha infatti segnalato un possibile problema legato all’”engine fire switches”, un comando fondamentale del sistema antincendio dei motori.

Secondo il sindacato, in determinate condizioni il difetto potrebbe avere conseguenze “potenzialmente catastrofiche” per il velivolo, soprattutto se dovesse verificarsi durante le fasi più critiche del volo, come il decollo o la salita iniziale. In questi momenti, infatti, la perdita improvvisa di un motore lascia ai piloti meno margini di intervento rispetto alla fase di crociera.

Il comando normalmente viene utilizzato esclusivamente in caso di incendio al motore: quando viene azionato interrompe il flusso di carburante, isola alcuni sistemi e provoca lo spegnimento del propulsore interessato.

Il difetto che può spegnere il motore senza comando dei piloti

L’allarme nasce dopo due episodi nei quali un motore si è spento in volo senza un intervento volontario dell’equipaggio. Secondo Balpa, il problema sarebbe legato a un piccolo perno interno che dovrebbe mantenere bloccato il pulsante nella posizione corretta.

In alcuni casi il componente potrebbe deformarsi e provocare il rilascio spontaneo dell’interruttore. L’aereo interpreta questo movimento come un comando impartito dal pilota e avvia automaticamente la procedura di spegnimento del motore.

Il sindacato britannico sottolinea inoltre che il comando si trova in una zona del pannello superiore della cabina che normalmente non viene controllata visivamente durante il volo, a meno che non sia già presente un allarme incendio. Di notte, lo scatto potrebbe persino non essere notato, se non attraverso un eventuale rumore meccanico.

I due episodi che hanno fatto scattare l’allarme

Il primo caso risale al dicembre 2024 e ha coinvolto un Airbus A320neo di Air New Zealand durante un volo tra Wellington e Sydney. Circa quaranta minuti dopo il decollo, uno dei motori si è spento improvvisamente. L’equipaggio ha dichiarato emergenza ed è riuscito ad atterrare ad Auckland.

L’indagine dell’autorità investigativa neozelandese ha successivamente stabilito che non si trattava di un guasto del motore, ma del rilascio accidentale del pulsante antincendio causato da un perno danneggiato durante la produzione.

Il secondo episodio si è verificato invece su un Airbus A350-1000 impegnato sulla tratta tra Las Vegas e Londra Heathrow. Durante la crociera sull’Atlantico, un motore ha perso improvvisamente potenza. Dopo alcuni messaggi di sistema poco chiari, l’equipaggio è riuscito a individuare il pulsante fuori posizione e, seguendo le indicazioni del centro manutenzione, ha riavviato il propulsore completando il viaggio.

Le verifiche richieste e il rischio per la flotta

L’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) ha già emanato una “direttiva di aeronavigabilità” che prevede controlli e possibili sostituzioni dei componenti difettosi sugli Airbus della famiglia A320. Il termine previsto per completare gli interventi arriva fino al novembre 2027.

Balpa, però, chiede controlli più rapidi ed estesi anche agli Airbus di grandi dimensioni, come l’A350, perché sistemi simili sarebbero presenti anche su questi modelli. Il produttore dei componenti, Safran, aveva già pubblicato bollettini tecnici nel 2024, seguiti dalle indicazioni operative di Airbus.

Finora non si sono registrati incidenti con conseguenze per passeggeri o equipaggi. Tuttavia, Balpa evidenzia che la gravità del problema dipende dalla fase del volo: “gestibile” in crociera, “potenzialmente pericoloso” durante la salita iniziale e “critico” vicino alla velocità V1, il limite oltre il quale il decollo non può più essere interrotto.

Il sindacato precisa infine che il problema non riguarda i Boeing 787 e non è collegato all’incidente del volo Air India del giugno 2025, che coinvolgeva un altro modello e un contesto investigativo differente.

Published by
Amedeo Vinciguerra