Alto Adige, divieto di coltellini pieghevoli scatena proteste tra cittadini e associazioni (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Non c’è solo il Cai a protestare contro la norma del Decreto sicurezza che vieta il possesso di coltelli pieghevoli con lama superiore a cinque centimetri e a punta acuta, dotati di blocco. Molto utilizzati da escursionisti e fungaioli, questi strumenti sono al centro di una controversia tra sicurezza e uso legittimo. Anche l’assessora alla sicurezza Ulli Mair si è espressa via Facebook annunciando l’intenzione di interloquire con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. “La lotta contro la violenza con coltelli è necessaria e giusta — scrive Mair — ma non deve andare a discapito dei cittadini onesti. Chi indossa abiti tradizionali, fa escursioni, raccoglie funghi o va a caccia e porta con sé coltelli non deve essere punito per questo”.
Le dichiarazioni di Mair si allineano alle critiche degli Schützen, organizzazione tradizionale altoatesina. Il comandante Christoph Schmid afferma: “Chi mette indiscriminatamente sotto accusa oggetti di uso quotidiano e tradizionali esagera completamente”. Nei costumi tipici, i coltelli non sono armi ma elementi culturali. Tuttavia, l’uso illecito rimane un rischio, e va considerato il contesto: portare il coltello in escursione non è paragonabile al tenerlo sempre con sé per scopi violenti.
Anche gli artigiani protestano: il coltello tascabile è strumento di lavoro per tagliare materiali o aprire imballaggi in officina o cantiere. Walter Pöhl, direttore dell’Apa, sottolinea che “per molti il coltello tascabile è semplicemente uno strumento di lavoro, non diverso da un cacciavite o da una pinza”. L’Apa e Confartigianato chiedono una legge chiara con eccezioni per professionisti, e il senatore Meinhard Durnwalder si è già attivato a Roma per trovare un compromesso tra sicurezza e realtà lavorativa.