Cronaca

Anna Politkovskaja, il ricordo di Reporters Sans Frontières: “I mandanti del suo assassinio restano impuniti”

A vent’anni dall’assassinio di Anna Politkovskaja Reporters Sans Frontières rende omaggio alla giornalista russa.

Il ricordo di Reporters sans Frontières

“A vent’anni dal suo assassinio, le parole di Anna Politkovskaja hanno qualcosa di vertiginosamente attuale. Aveva capito molto presto come il potere russo cercasse di dividere i giornalisti tra coloro che gli erano leali e quelli che venivano indicati come nemici. Questo meccanismo è oggi istituzionalizzato: i giornalisti indipendenti vengono stigmatizzati, censurati, incarcerati o costretti all’esilio”, sottolinea Jeanne Cavelier responsabile dell’ufficio Europa dell’Est e Asia centrale di Reporters sans Frontières.

“Attualmente – aggiunge – cinquanta professionisti dei media sono detenuti in Russia. Rendere omaggio ad Anna Politkovskaja significa anche ricordare ciò che lei rivendicava con straordinaria semplicità: il diritto di scrivere di ciò di cui era testimone. RSF chiede che venga finalmente fatta piena luce sui mandanti del suo assassinio e che cessi la repressione sistematica del giornalismo indipendente in Russia.” Il 7 ottobre 2006, Politkovskaja veniva assassinata a Mosca. In questo triste anniversario, RSF le rende omaggio attraverso due video.

Nel primo, le attrici Julie Gayet, Ariane Ascaride, Bérénice Bejo e Mélanie Doutey danno voce a un testo toccante della giornalista, ritrovato sul suo computer dopo la morte. Nel secondo, Abdulla Duduev, cofondatore della rivista cecena indipendente’Dosh e vicino ad Anna Politkovskaja, racconta il suo coraggio, la sua umanità e la lucidità con cui aveva colto le derive del potere russo, Vent’anni dopo, deplora RSF, i mandanti dell’assassinio “restano impuniti, mentre la repressione che lei denunciava ha raggiunto dimensioni senza precedenti”.

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Gianluca Pace