Cronaca

Antisemitismo, Kanye West persona non gradita. Londra gli vieta il visto, Campovolo lo aspetta a luglio

Il Regno Unito ha chiuso la porta in faccia a Kanye West vietandogli l’ingresso nel Paese dopo giorni di polemiche seguite all’invito del rapper americano, tristemente noto per le sue dichiarazioni antisemite e razziste, al Wireless Festival di Londra.

Il 18 luglio atteso a Campovolo

Quanto successo sull’isola ha avuto ripercussioni anche in Italia: si è scatenata una bufera per l’esibizione del controverso artista in programma il 18 luglio a Reggio Emilia, una settimana dopo la data britannica, cancellata dagli organizzatori insieme a tutta la kermesse musicale.

Antisemitismo, Kanye West persona non gradita. Londra gli vieta il visto, Campovolo lo aspetta a luglio (foto Ansa-Blitzquotidiano)

Decisivo nella vicenda è stato l’intervento diretto del premier laburista Keir Starmer, che tramite l’Home Office, il ministero dell’Interno, ha imposto il divieto d’ingresso all’artista, bloccando d’autorità la richiesta di concessione automatica dell’Electronic Travel Authorisation (Eta), l’autorizzazione elettronica necessaria per i soggiorni di breve durata nel Regno.

“Questo governo è fermamente al fianco della comunità ebraica e non ci fermeremo nella nostra lotta per contrastare e sconfiggere il veleno dell’antisemitismo”, ha dichiarato Starmer, che si era schierato in prima fila contro l’invito del rapper, da lui definito “inquietante”.

L’esibizione dell’artista, che da qualche tempo si fa chiamare Ye, avrebbe dovuto rappresentare il clou della rassegna in calendario originariamente a Finsbury Park, nel nord di Londra, dal 10 al 12 luglio, oltre alla tappa britannica di un tour europeo destinato a segnare il ritorno di West sui palcoscenici del Vecchio Continente dopo le polemiche degli ultimi 5 anni.

Ravvedimento tardivo del rapper

A nulla è valso il tentativo da parte dell’artista di mostrare un ravvedimento rispetto al passato e tendere la mano alla comunità ebraica del Regno, dicendosi pronto ad accogliere “con gratitudine” l’eventuale disponibilità di suoi esponenti a incontrarlo.

Del resto il rapper aveva perso da tempo molti fan e diversi contratti commerciali diventando un impresentabile a seguito di una serie di esternazioni e gesti, come quando aveva dichiarato di “amare i nazisti” o pubblicato una canzone intitolata ‘Heil Hitler’, oltre a pubblicizzare una t-shirt con la svastica.

Intanto in Italia da più parti, dall’Anpi di Reggio Emilia ai sindacati fino ad Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli fucilati dai nazifascisti nel 1943, si invoca un intervento per evitare l’esibizione di West al Campovolo. E le polemiche potrebbero avere ripercussioni anche su altre date del tour europeo.

Published by
Amedeo Vinciguerra