Cronaca

Bimbo col cuore bruciato, gli esperti dicono no al nuovo trapianto

Mercoledì 18 febbraio, poco dopo mezzogiorno, è iniziato all’ospedale Monaldi di Napoli il consulto del comitato di esperti italiani sul piccolo Domenico, due anni e mezzo, al quale lo scorso dicembre era stato trapiantato un cuore poi risultato danneggiato. Il gruppo di specialisti ha affiancato i medici napoletani per valutare la possibilità di un nuovo trapianto, dopo che nella serata di ieri era stata segnalata la disponibilità di un nuovo cuore.

Come comunicato dall’Azienda ospedaliera dei Colli, sono presenti al Monaldi i referenti di quattro strutture italiane che compongono l’Heart Team: l’Azienda ospedaliera pediatrica Bambino Gesù di Roma, l’Azienda ospedaliera dell’Università di Padova, l’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo e l’ospedale Regina Margherita di Torino. L’obiettivo del team, organizzato anche con la collaborazione dell’ospedale Santobono Pausilipon, era quello di “valutare anche ulteriori trattamenti terapeutici in aggiunta al trapianto” e stabilire se Domenico fosse effettivamente trapiantabile.

La situazione di Domenico

“Il bambino è sveglio – aveva spiegato l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi all’esterno dell’ospedale, alle 14- ora nella sua stanza è presente tutto il team dei luminari, per valutare la situazione. La mamma è fuori perché ovviamente a livello neurologico la sua presenza potrebbe agitarlo. Mi risulta che nella lista d’attesa per il trapianto di questo nuovo cuore ci siano anche altri tre bambini, ma all’interno del suo gruppo sanguigno è il primo in lista”. Poi aveva aggiunto: “Pare che questo cuore sia compatibile anche con altri gruppi gruppi sanguigni, però l’analisi che fanno oggi i medici è di capire se fare un nuovo trapianto di cuore, viste le condizioni generali del bambino, poi lo salvi davvero”.

Le possibilità e le decisioni finali

Poi il legale aveva aggiunto: “Ci dicono che c’è un 10% di possibilità di riuscita dell’operazione. Mi è stato riferito ieri sera da uno dei medici che l’unico disposto ad operare di nuovo il bambino è il cardiochirurgo che aveva già operato il piccolo. La mamma su questa scelta è d’accordo. Ci dicono che c’è un 10 per cento di possibilità di riuscita dell’operazione. Nessuno degli altri chirurghi, mi hanno detto, presenti oggi, sarebbe disponibile a partecipare all’operazione”.

Infine, aveva concluso: “Dal bollettino del Monaldi si apprende che stanno valutando soltanto la trapiantabilità e ci tengono a chiarire che questo lasso di tempo non sta compromettendo l’organo del donatore, ma la compatibilità non è in discussione. Se dovesse arrivare il cuore, la mamma è d’accordo al nuovo trapianto”. Petruzzi conferma inoltre che “indipendentemente dal parere di questo team di esperti, dovrà poi dare il via libera il Centro nazionale trapianti”.

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Francesca Ripoli