(Foto Ansa)
È salito a 15 il numero delle vittime dell’attacco russo che ha colpito questa mattina Zaporizhzhia, nel sud-est dell’Ucraina. Tra i morti ci sono anche tre bambini. Il bilancio, ancora provvisorio, è stato aggiornato dalle autorità regionali mentre proseguono le operazioni di soccorso e la ricerca di eventuali persone intrappolate sotto le macerie.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha condannato il raid, collegandolo polemicamente alla recente revoca delle sanzioni sulle esportazioni russe di diesel. “Oggi la Russia ha espresso il suo ringraziamento per la revoca delle sanzioni sulle esportazioni di diesel lanciando cinque bombe guidate su edifici residenziali a Zaporizhzhia”, ha scritto su X.
A riferire il nuovo numero dei decessi è stata Ukrainska Pravda, citando Ivan Fedorov, co-presidente del Consiglio di difesa della regione. Nelle ore successive al raid, il bilancio era aumentato progressivamente, passando dai primi sette morti agli undici segnalati in un secondo momento, fino alle 15 vittime dell’ultimo aggiornamento.
Secondo quanto riferito dalla polizia nazionale ucraina, le forze russe avrebbero sganciato cinque bombe aeree guidate contro quartieri residenziali della città. Due ordigni avrebbero colpito direttamente edifici abitati, provocando gravi danni e il crollo di alcune strutture.
Nelle prime fasi successive all’attacco, le autorità avevano segnalato almeno 16 feriti e diverse persone disperse. I soccorritori sono impegnati a verificare le condizioni degli edifici danneggiati e a individuare eventuali superstiti.
Nel suo messaggio, Zelensky ha inoltre denunciato gli attacchi condotti durante la notte in diverse aree del Paese. “Tredici delle nostre regioni sono state attaccate. Sono stati danneggiati edifici residenziali, infrastrutture e impianti ferroviari”, ha scritto il presidente ucraino.
Secondo Zelensky, il raid dimostrerebbe che un allentamento della pressione economica su Mosca rischia di essere interpretato come un segnale di debolezza. “La notte scorsa ha confermato ancora una volta che, in Russia, qualsiasi allentamento della pressione viene interpretato come un via libera per continuare a combattere e a sganciare bombe sulle città. Servono segnali diversi”, ha aggiunto.
Il bombardamento di Zaporizhzhia è avvenuto a poche decine di chilometri dalla linea del fronte, mentre sono ripresi i contatti diplomatici per cercare una soluzione al conflitto. Il raid si è verificato il giorno dopo un incontro a Miami tra rappresentanti ucraini ed europei, nell’ambito degli sforzi per porre fine alla guerra.