Cronaca

Botte, insulti e minacce alla fidanzata per 15 anni. Condannato a 3 anni e 8 mesi

Tre anni e 8 mesi in abbreviato per stalking e lesioni. Questa la condanna per un cittadino tunisino di 46 anni, arrestato a luglio dopo la violazione del divieto di avvicinamento all’ex fidanzata. Una vicenda fatta di minacce e sopraffazione psicologica e botte durata quasi quindici anni. La vittima, una giovane infermiera genovese, nonostante gli insulti, i pedinamenti, il controllo costante dei suoi spostamenti e gli schiaffi, non aveva mai interrotto la relazione con l’uomo, né si era mai rivolta alla forze dell’ordine per denunciarlo. Fino allo scorso giugno quando lui l’aveva ripetutamente colpita in mezzo alla strada con il bastone di un ombrellone perché si era rifiutata di dargli dei soldi. La relazione tra i due era cominciata nel 2010.

Dopo un breve periodo di convivenza, la ragazza era tornata a vivere con la sua famiglia perché l’uomo era violento e possessivo. Ma gli pagava ogni mese l’affitto di un appartamento e le spese. “Nei primi anni pensavo che col tempo sarebbe cambiato – ha raccontato la donna ai carabinieri quando ha trovato il coraggio di fare denuncia – poi è subentrata la paura che potesse fare del male a me e ai miei famigliari”. Anche colleghi e amici hanno raccontato ai militari dell’Arma di averla spesso vista con lividi sul volto e lo sguardo terrorizzato, ma nessuno per anni era riuscito ad allontanarla da quell’uomo. “Solo quando ho intrapreso il percorso con la psicologa del centro antiviolenza – ha spiegato la giovane, assistita dall’avvocata Ilaria Tulino – ho capito che quello non era amore e che non sarebbe mai cambiato”.

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Silvia Di Pasquale