Cronaca

Bufera su Reggio Children: spunta un testo su Gaza da sottoscrivere, 71 insegnanti Usa annullano la visita

È polemica a Reggio Emilia per la visita di una delegazione di docenti ed educatori provenienti da scuole ebraiche degli Stati Uniti e di Israele presso Reggio Children, realtà educativa conosciuta a livello internazionale e visitata nei mesi scorsi anche da Kate Middleton. Dopo giorni di discussioni e proteste, i 71 insegnanti americani hanno deciso di annullare il viaggio, mentre i 25 partecipanti israeliani hanno confermato la loro presenza in città.

La vicenda è iniziata circa una settimana fa, quando attivisti, genitori ed esponenti sindacali e politici hanno chiesto di cancellare la visita al Centro internazionale Loris Malaguzzi, inizialmente prevista dall’11 al 16 ottobre. Tra le contestazioni, i possibili legami di alcune realtà coinvolte con organizzazioni che sostengono le forze armate israeliane.

La protesta e la Carta per un’educazione democratica

Le tensioni sono aumentate il 6 ottobre, quando circa cento attivisti si sono riuniti davanti al Centro Malaguzzi con bandiere, striscioni e megafoni. All’interno era in corso una Consulta con circa 400 partecipanti, tra genitori, insegnanti e rappresentanti dei Consigli di infanzia, chiamata a discutere la Carta per un’educazione democratica e partecipata.

Il documento, elaborato in mesi di lavoro, richiama il ripudio della guerra senza indicare direttamente singoli Paesi. Secondo quanto riportato dalla stampa, alcuni genitori e insegnanti avrebbero chiesto agli ospiti di prendere le distanze dalle politiche del governo di Benjamin Netanyahu.

La questione si è ulteriormente complicata dopo la diffusione, da parte del sito americano Jewish Insider, di screenshot di una dichiarazione che i partecipanti avrebbero dovuto firmare e che conteneva un riferimento all’occupazione di Gaza. Non è stata chiarita l’origine del documento. Reggio Children ha ipotizzato che si trattasse di un frammento delle conversazioni informali legate alla stesura della Carta.

La replica di Reggio Children e le reazioni politiche

La presidente di Reggio Children, Maddalena Tedeschi, ha precisato che la Carta non è un documento da firmare, ma un testo aperto alla discussione e ancora in evoluzione. Ha inoltre negato che l’organizzazione abbia assunto una posizione ufficiale sulla richiesta di condannare le politiche di Netanyahu.

Tedeschi ha spiegato che la scelta è stata quella di informare gli ospiti del clima di divisione presente in città, sottolineando che chiedere a ogni gruppo di rispondere delle politiche del proprio Paese sarebbe incompatibile con la funzione educativa dell’istituzione.

La vicenda ha provocato anche reazioni politiche. Il presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, ha criticato duramente quanto accaduto, evocando metodi e atmosfere del Terzo Reich. Il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, ha respinto le accuse di antisemitismo, sostenendo che non rappresentano i valori e la storia dell’amministrazione.

Il primo cittadino ha annunciato che accoglierà personalmente la delegazione israeliana, ribadendo che la Carta richiama principi universali di rispetto e tutela dell’infanzia, senza chiedere a nessuno di rispondere della propria identità religiosa o nazionale.

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Filippo Limoncelli