Caccia, il 75% degli italiani vuole abolirla o ridurla. Solo il 3% chiede di incentivarla (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Un nuovo sondaggio Ipsos Doxa, realizzato per la Fondazione Capellino su un campione di 7.002 cittadini italiani maggiorenni tra il 28 luglio e il 4 agosto 2026, fotografa l’opinione degli italiani sulla caccia. Secondo la rilevazione, il 91% ritiene che la normativa dovrebbe essere mantenuta così com’è, senza ulteriori estensioni o ampliamenti. Il 75%, invece, vorrebbe arrivare all’abolizione dell’attività venatoria oppure a una sua forte riduzione, fino a limitarla ai soli casi di necessità di controllo della fauna. Solo il 3% degli intervistati ritiene utile incentivare la caccia attraverso nuove norme.
La ricerca si inserisce nel dibattito sul disegno di legge sulla caccia, già approvato dal Senato e ora all’esame della Camera. I risultati, secondo la Fondazione, mostrano inoltre una posizione che attraversa differenti orientamenti politici.
La tutela dell’ambiente e della biodiversità rappresenta una priorità per il 74% degli italiani, che assegna a questo tema un’importanza media di 8,3 su una scala da 1 a 10. Nel sondaggio emerge anche una diversa idea sul futuro delle aree agricole e forestali: il 53% degli intervistati indica nel turismo naturalistico lento una possibile opportunità per creare benessere, salute e occupazione.
Per quanto riguarda l’attività venatoria, il 61% degli intervistati considera il suo impatto ambientale «molto elevato», mentre soltanto il 23% lo giudica «minimo». Anche il tema della sicurezza viene indicato tra gli elementi di discussione: l’82% degli italiani considera la caccia non del tutto o per niente sicura, anche in relazione alla presenza di persone nei boschi e lungo i sentieri.
La rilevazione arriva mentre prosegue alla Camera l’iter della proposta di legge sulla caccia. Il testo è stato calendarizzato in Aula per novembre, dopo il passaggio al Senato. Le opposizioni hanno presentato numerosi emendamenti, mentre associazioni ambientaliste e animaliste hanno contestato l’iter parlamentare e le modifiche previste.
La Fondazione Capellino sottolinea, attraverso il suo presidente Pier Giovanni Capellino, che i risultati mostrerebbero una sensibilità verso natura e biodiversità diffusa anche oltre le tradizionali appartenenze politiche. Il sondaggio, tuttavia, fotografa le opinioni del campione intervistato e non rappresenta direttamente una consultazione elettorale o un voto sul disegno di legge.