Cronaca

Caldo record, quando si può smettere di lavorare: temperature, stop e cassa integrazione

L’Italia continua a fare i conti con temperature elevate e condizioni climatiche particolarmente difficili. L’ondata di calore che sta interessando gran parte del Paese sta mettendo a dura prova cittadini e lavoratori, soprattutto coloro che operano all’aperto. Secondo il Ministero della Salute, oggi sono 16 le città contrassegnate dal bollino rosso per il rischio legato alle alte temperature.

Tra i capoluoghi più esposti figurano Roma, Milano, Bologna, Firenze, Torino, Venezia e Verona. Gli esperti ricordano che le ondate di calore rappresentano un serio pericolo per la salute, specialmente per anziani, bambini e persone fragili, a causa delle elevate temperature associate a umidità e scarsa ventilazione.

Cassa integrazione straordinaria per i lavoratori esposti

Per affrontare l’emergenza, il Governo ha reintrodotto la possibilità di accedere alla cassa integrazione in deroga per le aziende colpite da eccezionali ondate di calore. La misura consente ai lavoratori di ricevere l’80% della retribuzione per le ore non lavorate quando le condizioni climatiche impediscono di svolgere l’attività in sicurezza.

Le linee guida prevedono l’accesso al beneficio quando la temperatura reale o percepita supera i 35 gradi, ma la tutela può essere concessa anche con valori inferiori in presenza di elevata umidità o particolari condizioni di rischio. Tra i fattori considerati vi sono l’intensità dello sforzo fisico, l’uso di dispositivi di protezione e l’esposizione diretta al sole.

Regioni in campo: stop ai lavori nelle ore più calde

Numerose Regioni hanno adottato ordinanze specifiche per proteggere i lavoratori. In diversi territori è stato disposto il divieto di svolgere attività all’aperto nelle fasce orarie più critiche, generalmente comprese tra le 12.30 e le 16. I provvedimenti riguardano soprattutto edilizia, agricoltura, cave, logistica e altre mansioni particolarmente esposte.

Toscana, Liguria, Piemonte, Lazio, Emilia-Romagna, Puglia, Veneto, Lombardia e Sicilia hanno introdotto misure straordinarie che resteranno in vigore fino alla fine dell’estate o, in alcuni casi, fino a settembre. In alcune regioni sono previste tutele anche per i lavoratori impiegati nelle serre agricole e per i rider.

Le autorità invitano inoltre la popolazione a limitare le attività all’aperto nelle ore più calde della giornata, bere molta acqua e seguire le indicazioni di prevenzione per evitare i rischi legati allo stress termico.

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Filippo Limoncelli