Cronaca
Cambia la classificazione dei videogiochi, si valuteranno anche chat e notifiche
Da giugno la classificazione europea PEGI non si limiterà più ai soli contenuti, ma includerà anche aspetti legati al funzionamento e alle dinamiche dei videogiochi. Violenza, linguaggio esplicito e temi sessuali restano criteri centrali, ma il sistema Pan European Game Information introdurrà undici nuovi parametri suddivisi in quattro aree: acquisti in-game, loot box, comunicazioni online e meccaniche di engagement progettate per aumentare la permanenza dei giocatori.
Il sistema valuterà quindi non solo ciò che viene mostrato, ma anche come il gioco incentiva spesa e attenzione. Le loot box porteranno almeno a PEGI 16 e fino a 18. I contenuti a tempo limitato saranno classificati PEGI 12. Gli NFT e le blockchain saranno invece associati a PEGI 18. Le chat senza filtri o strumenti di segnalazione porteranno anch’esse a PEGI 18.
In Europa esiste già un precedente: la Germania ha adottato criteri simili nel 2023, con circa un gioco su dieci che ha visto aumentare la propria classificazione rispetto al passato. Il cambiamento segna un ampliamento significativo della tutela dei consumatori e dei minori e introduce un approccio più attento alle dinamiche psicologiche e commerciali dei videogiochi moderni con impatti attesi su industria e regolazione europea nel settore videoludico.